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L'abbazia di Melk, così come si presenta dal Danubio.
Tutte le foto in questa pagina: Wikipedia.
L'abbazia e la sua biblioteca
Vi
ricordate il libro "Il nome della Rosa" di Umberto Eco o l'omonima
trasposizione cinematografica di Jean-Jacques Annaud? Uno dei due
protagonisti del libro è infatti il giovane novizio benedettino Adso da
Melk che, da anziano (siamo alla fine del '300), lascia nella famosa
biblioteca del suo monastero le sue memorie, un manoscritto che sta alla
base del famoso racconto di Umberto Eco.
| Non è un caso
che Umberto Eco abbia scelto proprio l'abbazia di Melk come
origine del manoscritto che indica come fonte del celebre
giallo medioevale che è diventato un bestseller mondiale. La
biblioteca di Melk era, infatti, una delle biblioteche più
famose del medioevo, nata dalla scuola del monastero
benedettino fondato nel 1089. |
Melk
(sul Danubio)
abitanti: 5.300
regione: Bassa Austria
distanza da Vienna:
90 km
distanza da Linz: 100 km
Hotel a Melk -
Come arrivare a Melk |
Anche se
l'abbazia di oggi ha poco a che fare con quella del medioevo - la forma
barocca odierna risale alla completa ricostruzione avvenuta tra il 1702
e il 1736 dall'architetto Jakob Prandtauer - la sua ricchissima
biblioteca rimane tutt'oggi una delle parti più famose e più suggestive
dell'intero complesso architettonico che costituisce il più grande
monastero dell'Austria. La biblioteca possiede attualmente 1.800
manoscritti medievali e 750 incunaboli, oltre a ca. 100.000 libri dei
secoli successivi. Nel 1997 si è scoperto, tra i manoscritti medievali,
un frammento di una copia del 1300 del Canto dei Nibelunghi.

La sala principale della biblioteca.
Grazie
alla sua fama, l'abbazia di Melk è sopravissuta a tutte le vicende
bellicose dei secoli successivi, alle guerre contro i turchi, all'epoca
della secolarizzazione alla fine del '700, quando molte abbazie
austriache vennero ridimensionate o dissolte, alle guerre napoleoniche e
all'Anschluss nazista dell'Austria nel 1938.

La chiesa dell'abbazia
La chiesa dell'abbazia
I colori
degli interni della chiesa, degli affreschi del soffitto e dello stucco
a finto marmo - oro, arancio, grigio e verde - creano nel visitatore
l'impressione di una maestosa ricchezza che riflette bene l'importanza
del luogo. Un capolavoro è anche il grande organo (restaurato nel '900)
ben integrato nell'architettura della chiesa.

La sala marmorea
La sala marmorea
La sala
marmorea fu concepita come sala da pranzo in occasioni di feste. Il nome
della sala trae in inganno perché, in realtà, quasi tutte le pareti sono
fatte di stucco a finto marmo.
Il museo
Nelle 16 sale d'esposizione del museo il visitatore può informarsi sulla
storia dell'abbazia e sul ruolo religioso, culturale, politico ed
economico che l'abbazia ha svolto e svolge ancora. |