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All'interno del duomo
Entrando nel duomo ci si rende subito conto delle
dimensioni enormi e della vastità delle tre navate, anche se il
grande numero di visitatori di oggi smorza un po' l'effetto maestoso
voluto dai costruttori.

Tutte le foto in questa pagina:
Wikipedia
Come
si vede nella foto in alto, all'interno ci sono anche molti
elementi decorativi in stile barocco, aggiunti nel 17° secolo
(l'altare maggiore e gli altari addossati ai pilastri delle navate o
all'interno delle cappelle laterali), ma il capolavoro più bello
all'interno è senz'altro il bellissimo pulpito in stile gotico-fammingo dello scultore Anton Pilgram (in tedesco "Pilgramkanzel"),
realizzato nel 1514-1515:

L'artista tra medioevo e
rinascimento
Un particolare che nessuna guida turistica
tralascia è l'immagine che lo scultore del pulpito ha lasciato di se stesso,
nella colonna che sostiene il pulpito (in basso a destra) e ancora in un
altro muro (in basso a sinistra), sempre come se guardasse la sua opera
da una finestra.

In
realtà, questi due autoritratti in pietra sono molto più di una
semplice curiosità o di un capriccio personale dello scultore.
Nell'epoca precedente al rinascimento, tra il '200 e il '300,
sarebbe stato impensabile e considerato blasfemo che un artista si
mettesse in mostra così orgogliosamente.
Nel medioevo l'artista era l'artigiano che doveva servire dio come
tutti gli altri, non aveva nessun ruolo emergente. L'opera d'arte
non era espressione del suo genio e della sua bravura, era vista
solo nella sua funzione di rendere più profonda la fede, di
aumentare la devozione in dio. Quasi mai l'artista firmava la sua
opera, e così spesso è rimasto sconosciuto fino ad oggi.
Il Rinascimento ruppe radicalmente con questa tradizione. L'artista
cominciò a riconoscersi come intellettuale che creava opere uniche e
irrepetibili. I molti autoritratti di pittori e scultori dell'epoca
dimostrano non solo un proprio orgoglio artistico, ma anche un ruolo
dell'artista nella società completamente cambiato. Ora l'artista era
degno della massima stima, il suo genio non era più soltanto
servitore di dio, ma acquistò un valore autonomo.
Lo scandalo della "Haas-Haus"
Proprio di fronte al duomo, all'inizio della famosa
ed elegante strada "Graben" c'era, fino all'ultima guerra, il grande
magazzino "Haas". Al suo posto è stato inaugurato, nel 1990, un
nuovo "Haas-Haus", un edificio moderno (architetto: Hans Hollein)
nella cui facciata parzialmente a specchio si rispecchia il duomo di
Santo Stefano, che dista solo pochi metri. Un contrasto
architettonico quasi violento che, all'inizio, suscitò forti
proteste e fece gridare allo scandalo molti viennesi
tradizionalisti. Ma nel frattempo si sono calmati, hanno capito che
è proprio questo contrasto che rende stimolante la piazza. E i
turisti apprezzano.

Prendetevi un po' di tempo...
Il
duomo di Santo Stefano racconta ancora molte altre cose e stupisce il
visitatore in molti altri modi. Ma queste due pagine non possono e
non vogliono sostituire una buona guida che dovete comunque portare
con voi se volete non solo vedere, ma anche capire.
Altre cose da vedere sono p.e. la campana "Pummerin" fusa nel 1711 dal
bronzo dei canoni conquistato da Turchi durante il loro assedio a
Vienna. Pesa oltre 20 tonnellate, è tra le più pesanti campane del
mondo e si trova nella torre nord, quella incompiuta. Crollata e
distrutta durante la seconda guerra mondiale fu rimessa in opera nel
1957 e da allora dà il benvenuto a ogni nuovo anno, nella notte di San
Silvestro.
Guardate anche il bell'organo moderno che nel 1960 ha sostituito
l'"organo gigante" del 1886, l'altare maggiore in
stile barocco, l'altare "di Wiener Neustadt", un trittico in stile
gotico del 1447, le catacombe e le
altre cose che il duomo conserva. Prendetevi un po' di tempo
se volete vedere bene questa bellissima chiesa...

La tavola commemorativa posta nel 2006 all'interno
del duomo e
dedicata a Wolfgang Amadeus Mozart dice:
"Wolfgang Amadeus Mozart e Costanze Weber si
sposarono il 4 agosto 1782
nella loro parrocchia di Santo Stefano. Il loro quarto figlio
Johannes
e il sesto figlio Franz furono battezzati qui.
Dopo la morte di Mozart - poco prima aveva fatto domanda per il
posto
di maestro di cappella nella chiesa di Santo Stefano -
fu celebrato qui, il 6 dicembre, il requiem
e le sue spoglie furono consacrate nella Cappella della croce."
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