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Tedeschi e austriaci -
i loro rapporti tra ieri ed oggi (3)

 

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Home > Gli austriaci e le loro tradizioni > Tedeschi e austriaci

Sono uguali o diversi? Si amano o si odiano? Gli uni sono invidiosi degli altri? Questa  terza ed ultima parte parla dei loro rapporti dal 1945 a oggi.

Tedeschi e austriaci oggi

Una celebre battuta austriaca dice: "Gli austriaci hanno due grandi pregi, quello di aver fatto diventare austriaco il tedesco Beethoven e quello di aver fatto diventare tedesco l'austriaco Hitler."

Infatti, oggi, agli austriaci non manca certo l'orgoglio nazionale. Il sogno pan-germanico di unirsi alla Germania fa parte del passato. Otto anni di occupazione nazista in Austria sono riusciti facilmente a distruggerlo per sempre. Secondo un'indagine gli austriaci hanno un orgoglio nazionale paragonabile a quello americano.

Eppure, il rapporto con la Germania e con i tedeschi rimane delicato. Ottanta milioni di tedeschi contro otto milioni di austriaci - la sensazione di essere ancora il fratello più piccolo non è del tutto sparita tra gli austriaci. Lo si sente per esempio durante le partite di calcio Germania-Austria che hanno, non solo tra gli austriaci, un elevato significato simbolico. "Le vittorie contro la Germania sono le più belle ..." ha detto un giocatore austriaco prima dell'ultima partita tra le due nazionali, "... ma purtroppo sono anche le più rare" ha aggiunto poi sorridendo. E tra gli spalti era ben visibile lo striscione che diceva "Wir sind stolz Österreicher zu sein" (Siamo orgogliosi di essere austriaci). Un po' troppo ostentato. Agli svizzeri non verrebbe mai in mente una dichiarazione di indipendenza di questo genere.

Un distacco difficile

Dopo l'esperienza traumatica dell'annessione alla Germania, l'Austria fece di tutto per staccarsi dall'ingombrante "grande fratello tedesco". Dalle pagelle degli studenti sparì, subito dopo la guerra, la materia "Tedesco" che fu sostituita dalla dicitura "Lingua d'insegnamento", una curiosità che rimase per molti anni. Non mancarono nemmeno gli inutili tentativi di trasformare i dialetti austriaci in una "Lingua austriaca". Il divieto esplicito di una eventuale unione con la Germania, che i vincitori della guerra fecero firmare al governo austriaco, in realtà non era necessario: gli austriaci stessi non ne volevano più sentir parlare. Nei primi anni del dopoguerra la Germania non era ben vista a Vienna. E ancora oggi, come ha scritto alcuni anni fa la rivista viennese "Falter", parlare male della Germania sembra uno degli hobby preferiti di certi austriaci.

Ma le forzature anti-teutoniche da parte degli austriaci e l'atteggiamento arrogante dei tedeschi nei loro confronti sono sempre più rare. Gli austriaci non hanno bisogno di sentirsi inferiori, anche perché l'economia austriaca tira e la disoccupazione è bassa. Gli austriaci stanno bene, forse anche meglio dei tedeschi, l'Austria è una nazione stimata in tutto il mondo e il nuovo motto dell'Austria è "Klein aber fein" (piccolo ma bello). L'Austria non va più a rimorchio della Germania e il detto "Quando la Germania ha il raffreddore, l'Austria prende l'influenza" non vale più.

Königgrätz è dimenticata

Anche i tedeschi hanno imparato la lezione. L'Austria è da tempo il paese che i tedeschi preferiscono per le loro vacanze, la frequentano molto di più delle spiagge di Jesolo, Rimini o della Costa Brava. Soprattutto nell'ambito culturale la collaborazione tra la Germania e l'Austria è più stretta che mai. I rapporti tra i due stati e i due popoli sono del tutto normali, anzi, sono cordiali e amichevoli. Il ricordo della battaglia di Königgrätz nel 1866, quando l'Austria perse rovinosamente contro la Prussia, non suscita più emozioni. Ma quando la nazionale austriaca perde 0-3 contro la Germania fa ancora molto male...

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