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Tedeschi e austriaci oggi
Una celebre battuta austriaca dice: "Gli austriaci hanno
due grandi pregi, quello di aver fatto diventare austriaco il tedesco
Beethoven e quello di aver fatto diventare tedesco l'austriaco Hitler."
Infatti, oggi, agli austriaci non manca certo l'orgoglio nazionale. Il
sogno pan-germanico di unirsi alla Germania fa parte del passato. Otto anni
di occupazione nazista in Austria sono riusciti facilmente a distruggerlo
per sempre. Secondo un'indagine gli austriaci hanno un orgoglio nazionale
paragonabile a quello americano.
Eppure, il rapporto con la Germania e con i tedeschi rimane delicato.
Ottanta milioni di tedeschi contro otto milioni di austriaci - la sensazione
di essere ancora il fratello più piccolo non è del tutto sparita tra gli
austriaci. Lo si sente per esempio durante le partite di calcio Germania-Austria che hanno,
non solo tra gli austriaci, un elevato significato simbolico. "Le
vittorie contro la Germania sono le più belle ..." ha detto un giocatore
austriaco prima dell'ultima partita tra le due nazionali, "... ma purtroppo
sono anche le più rare" ha aggiunto poi sorridendo. E tra gli spalti era ben
visibile lo striscione che diceva "Wir sind stolz Österreicher zu sein"
(Siamo orgogliosi di essere austriaci). Un po' troppo ostentato. Agli
svizzeri non verrebbe mai in mente una dichiarazione di indipendenza di
questo genere.
Un distacco difficile
Dopo l'esperienza traumatica
dell'annessione alla Germania, l'Austria fece di tutto per staccarsi
dall'ingombrante "grande fratello tedesco". Dalle pagelle degli studenti sparì,
subito dopo la guerra,
la materia "Tedesco" che fu sostituita dalla dicitura "Lingua d'insegnamento", una
curiosità che rimase per molti anni. Non mancarono nemmeno gli inutili
tentativi di trasformare i dialetti austriaci in una "Lingua austriaca". Il
divieto esplicito di una eventuale unione con la Germania, che i vincitori
della guerra fecero firmare al governo austriaco, in realtà non era
necessario: gli austriaci stessi non ne volevano più sentir parlare. Nei
primi anni del dopoguerra la Germania non era ben vista a Vienna. E ancora oggi, come
ha scritto
alcuni anni fa la rivista viennese "Falter", parlare male della
Germania sembra uno degli hobby preferiti di certi austriaci.
Ma le forzature anti-teutoniche da parte degli austriaci e l'atteggiamento
arrogante dei tedeschi nei loro confronti sono sempre più rare. Gli
austriaci non hanno bisogno di sentirsi inferiori, anche perché l'economia austriaca tira e la
disoccupazione è bassa. Gli austriaci stanno bene, forse anche meglio dei
tedeschi, l'Austria è una nazione
stimata in tutto il mondo e il nuovo motto dell'Austria è "Klein aber fein"
(piccolo ma bello). L'Austria non va più a rimorchio della Germania e il
detto "Quando la Germania ha il raffreddore, l'Austria prende l'influenza"
non vale più.
Königgrätz è dimenticata
Anche i tedeschi hanno imparato la lezione. L'Austria è da tempo il paese
che i tedeschi preferiscono per le loro vacanze, la frequentano molto di più delle spiagge
di Jesolo, Rimini o della Costa Brava. Soprattutto nell'ambito culturale la collaborazione tra la Germania
e l'Austria è più stretta che mai. I rapporti tra i due stati e i due
popoli sono del tutto normali, anzi, sono cordiali e amichevoli. Il ricordo
della battaglia di Königgrätz nel
1866, quando l'Austria perse rovinosamente contro la Prussia, non suscita più
emozioni. Ma quando la nazionale austriaca perde 0-3 contro la Germania fa ancora molto
male... |