Viaggio in Austria - Come sono gli austriaci?

Tedeschi e austriaci (2):
dall'unione forzata sotto Hitler ad oggi

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Due alleati che non si amavano:
a sinistra: l'imperatore tedesco Guglielmo II (1859 - 1941)
a destra: l'imperatore austriaco Francesco Giuseppe I (1830-1916)
fonte: Wikimedia Commons

Tedeschi e austriaci, dal 1871 fino alla fine della prima guerra mondiale

La fondazione dello stato "Germania" nel 1871 e la seguente forte crescita economica rafforzò notevolmente la consapevolezza dei tedeschi di non essere più "solo" prussiani, sassoni, svevi e bavaresi etc, ma soprattutto di essere un popolo unito, diverso da quello austriaco. L'unità della Germania fu un forte stimolo per lo sviluppo industriale della Germania, mentre l'economia dell'Austria soffrì della forte frantumazione dell'impero degli Asburgo. Nacque così in Austria un diffuso sentimento di inferiorità nei confronti della Germania. Inoltre, la politica imperialista dell'imperatore Guglielmo II faceva di tutto per esaltare il nazionalismo tedesco e considerava l'impero degli Asburgo, nonostante questo fosse molto più grande, un partner inferiore.

In quell'epoca l'impero austro-ungarico era indebolito dai crescenti nazionalismi dei popoli che ci appartenevano. Ungheresi, cèchi, serbi, croati, russi e le altre nazionalità non tedesche non si sentivano affatto "austriaci" e volevano l'autonomia a tutti i costi. D'altro canto, anche nella parte tedesca crebbe l'aggressività nei confronti delle altre nazionalità.

Quelli che volevano la separazione delle etnie, lo scioglimento dell'impero multiculturale e l'adesione della parte tedesca alla Germania divennero più numerosi e forti. Per molti austriaci di madrelingua tedesca, "essere austriaco" era come un relitto del passato, "essere tedesco" era ritenuto più moderno. Inevitabilmente, la prima guerra mondiale con la disfatta dell'asse Germania-Austria, portò alla caduta della monarchia e allo scioglimento dell'impero degli Asburgo.

La nuova mini-repubblica austriaca che pochi amavano

Quel po' che dopo la guerra era rimasto del grande impero fu il territorio dove la maggioranza della popolazione parlava tedesco (geograficamente corrispondeva più o meno allo stato odierno dell'Austria). Ma questo nuovo stato, drasticamente ridotto rispetto al vecchio impero, non era molto amato dai suoi abitanti.

Infatti, tra i primi progetti dei politici al governo dell'Austria repubblicana ci fu la richiesta che l'"Austria tedesca" dovesse essere annessa alla Germania. Ma i vincitori della guerra lo proibirono categoricamente. A questo punto, la gente della regione di Vorarlberg decise con un referendum di unirsi alla Svizzera, ma il governo svizzero lo rifiutò. Il Tirolo voleva dichiararsi una repubblica autonoma e anche questo progetto fallì per il secco no degli alleati. Altri referendum nella regione di Salisburgo per essere annessi alla Germania e un altro nella Carinzia per essere annessi alla Jugoslavia finirono invece a favore della permanenza in Austria. Anche la regione di Burgenland fu oggetto di referendum e persino di scontri militari. Alla fine una parte della popolazione di quella regione decise per l'Ungheria, un'altra parte per l'Austria.

La nascita della nuova Austria repubblicana fu molto sofferta e i motivi per essere orgogliosi di essere austriaci erano veramente pochi, anche perché i 19 anni tra la fine della guerra e il famigerato anno 1938 furono pieni di lotte politiche sanguinose tra socialdemocratici, austro-fascisti, cattolici e nazisti, spesso al limite della guerra civile.

Dopo l'annessione dell'Austria Hitler parla sull'Heldenplatz a Vienna, davanti a 250.000 entusiati austriaci.
foto: Autore sconosciuto / Bundesarchiv

L'annessione dell'Austria alla Germania ("Anschluss")

Sfruttando abilmente le lacerazioni interne dell'Austria, nel 1938 Hitler invase militarmente l'Austria. Il risultato del referendum che doveva sigillare l'annessione alla Germania (con il 99,73% a favore) fu certamente manipolato, ma è un fatto storico che la grande maggioranza degli austriaci salutò l'annessione con entusiasmo.

Ma fu un entusiasmo che sparì presto. Hitler non aveva in mente l'unione tra i due stati, ma l'annessione, la trasformazione del paese in una provincia subordinata e la cancellazione di tutte le caratteristiche particolari dell'Austria. Gli austriaci dovevano diventare tedeschi, che lo volessero o no. Prima l'Austria fu chiamata "Ostmark" (Territorio dell'est), poi "Circoscrizione delle Alpi e del Danubio". Il nome tradizionale "Österreich" (Austria) fu ufficialmente abolito dietro minaccia di sanzioni. Quasi tutti i migliori rappresentanti della letteratura e cultura austriaca erano costretti ad andare in esilio.

Nella sua "Storia dell'Austria" Stephan Vajda scrive: "La prassi quotidiana del nazionalsocialismo si abbatté sull'Austria in tutta la sua cruda rozzezza. Il regime di Hitler, visto da vicino, non si rivelò né ricco di beni materiali o spirituali, né progressista e promettente. Il duro ordine militare tedesco era esattamente l'opposto della mentalità austriaca che per giunta veniva apertamente derisa dai superuomini germanici."

Hitler aveva bisogno degli austriaci per la sua guerra che iniziò appena un anno dopo l'annessione dell'Austria. Ma quando gli austriaci furono trascinati nella guerra di Hitler la loro iniziale euforia per l'annessione alla Germania era già svanita. Nei territori occupati i soldati austriaci si distinguevano spesso da quelli tedeschi per una maggiore umanità e indulgenza verso la popolazione. Quando la guerra finì la stragrande maggioranza degli austriaci spalancò le porte alle truppe alleate. Goebbels furioso: "I sobborghi viennesi hanno innalzato in gran parte la bandiera rossa a favore dell'Armata rossa [...] Il Führer ha già imparato a conoscere i viennesi. Sono gentaglia ripugnante, composta da una mescolanza di Polacchi, Cèchi, Ebrei e Tedeschi."

Non sono bastati 100 anni di guerre con la Prussia a distruggere il sogno pan-germanico degli austriaci. Otto anni di regime nazista in Austria ci sono invece riusciti facilmente. L'Austria del dopoguerra sarebbe stata completamente diversa da quella precedente.

Tedeschi e austriaci oggi

Una celebre battuta austriaca dice: "Gli austriaci hanno due grandi pregi, quello di aver fatto diventare austriaco il tedesco Beethoven e quello di aver fatto diventare tedesco l'austriaco Hitler."

Infatti, oggi, agli austriaci non manca certo l'orgoglio nazionale. Il sogno pan-germanico di unirsi alla Germania fa parte del passato. Otto anni di occupazione nazista in Austria sono riusciti facilmente a distruggerlo per sempre. Secondo un'indagine gli austriaci hanno un orgoglio nazionale paragonabile a quello americano.

Eppure, il rapporto con la Germania e con i tedeschi rimane delicato. Ottanta milioni di tedeschi contro otto milioni di austriaci - la sensazione di essere ancora il fratello più piccolo non è del tutto sparita tra gli austriaci. Lo si sente per esempio durante le partite di calcio Germania-Austria che hanno, non solo tra gli austriaci, un elevato significato simbolico. "Le vittorie contro la Germania sono le più belle ..." ha detto un giocatore austriaco prima dell'ultima partita tra le due nazionali, "... ma purtroppo sono anche le più rare" ha aggiunto poi sorridendo. E tra gli spalti era ben visibile lo striscione che diceva "Wir sind stolz Österreicher zu sein" (Siamo orgogliosi di essere austriaci). Un po' troppo ostentato.
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Un distacco difficile

Dopo l'esperienza traumatica dell'annessione alla Germania, l'Austria fece di tutto per staccarsi dall'ingombrante "grande fratello tedesco". Dalle pagelle degli studenti sparì, subito dopo la guerra, la materia "Tedesco" che fu sostituita dalla dicitura "Lingua d'insegnamento", una curiosità che, prima di essere cancellata, rimase per molti anni. Non mancarono nemmeno gli inutili tentativi di trasformare i dialetti austriaci in una "Lingua austriaca". Il divieto esplicito di una eventuale unione con la Germania, che i vincitori della guerra fecero firmare al governo austriaco, in realtà non era necessario: gli austriaci stessi non ne volevano più sentir parlare. Nei primi anni del dopoguerra la Germania non era ben vista a Vienna. E ancora oggi, come ha scritto alcuni anni fa la rivista viennese "Falter", parlare male della Germania sembra uno degli hobby preferiti di certi austriaci.

Ma le forzature anti-teutoniche da parte degli austriaci e l'atteggiamento un po' arrogante dei tedeschi nei loro confronti sono sempre più rare. Gli austriaci non hanno affatto bisogno di sentirsi inferiori, anche perché l'economia austriaca tira e la disoccupazione è bassa. Gli austriaci stanno bene, forse anche meglio dei tedeschi, l'Austria è una nazione stimata in tutto il mondo e il nuovo motto dell'Austria è "Klein aber fein" (piccolo ma bello). L'Austria non va più a rimorchio della Germania e il detto "Quando la Germania ha il raffreddore, l'Austria ha la polmonite" non vale più.

Königgrätz è dimenticata

Anche i tedeschi hanno imparato la lezione. L'Austria è da tempo il paese che i tedeschi preferiscono per le loro vacanze, la frequentano molto di più delle spiagge di Jesolo, Rimini o della Costa Brava. Soprattutto nell'ambito culturale la collaborazione tra la Germania e l'Austria è più stretta che mai. I rapporti tra i due stati e i due popoli sono del tutto normali, anzi, sono cordiali e amichevoli. Il ricordo della battaglia di Königgrätz nel 1866, quando l'Austria perse rovinosamente contro la Prussia, non suscita più emozioni. Ma quando la nazionale austriaca perde 0-3 contro la Germania fa ancora molto male...

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Tedeschi e austriaci -<br />l'origine delle differenze
Tedeschi e austriaci -
l'origine delle differenze

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