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Niki Lauda

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Niki Lauda durante le prove del Gran Premio di Germania 1976
Niki Lauda alla guida della Ferrari 312 T2, durante le prove del Gran Premio di Germania 1976,
un giorno prima del suo drammatico incidente.
foto: Lothar Spurzem

I successi di Niki Lauda nella Formula 1:

Niki Lauda nel 1974
Niki Lauda nel 1974
foto: Gillfoto

Dalle gare per giovani al primo titolo mondiale in Formula 1:

Andrea Nikolaus "Niki" Lauda nasce a Vienna, il 22 febbraio 1949, in una ricca famiglia di industriali e banchieri. I suoi genitori vogliono che Niki prosegua nella tradizione famigliare, ma lui, fin da piccolo, ha solo una passione: l'automobile. Nel 1968 decide di abbandonare gli studi universitari e rompe con la famiglia, sfrutta però il suo famoso cognome per farsi prestare soldi da alcune banche, per comprarsi le vetture per prendere parte a competizioni automobilistiche. Già nella prima gara a cui partecipa con una Mini Cooper raggiunge, da diciannovenne, il secondo posto nella sua categoria. Grazie al suo straordinario talento ci mette solo 3 anni per arrivare da lì al suo primo impegno in Formula 1 nel 1971.

All'inizio corre per la scuderia March di cui, nel 1972, diventa pilota ufficiale e poi, nel 1973 per la BRM. In quella stagione ottiene anche i primi punti nei Gran Premi di Formula 1. Ma la sua definitiva affermazione tra i primi piloti di F1 a livello mondiale avviene con la Ferrari per la quale corre durante le quattro stagioni successive, dal 1974 al 1977.

Dal 1964, la Ferrari non aveva vinto nessun titolo mondiale nella Formula 1, con Niki Lauda le cose cambiano. Nel 1974 arriva al quarto posto della classifica, vincendo due gare, e nel 1975 riesce ad incoronare la sua fulminante carriera con il primo titolo di campione mondiale di Formula 1.

L'incidente del 1976:

La stagione del 1976 comincia nel modo migliore per Niki Lauda e le possibilità di vincere subito un secondo titolo sembrano ottime. Ma il 1º agosto 1976 al Gran Premio di Germania, sul circuito del Nürburgring, Lauda subisce un gravissimo incidente che gli lascia gravi danni fisici e il volto ancor oggi sfigurato. Probabilmente a causa della poca aderenza delle gomme su un tratto di asfalto bagnato Lauda perde il controllo della macchina ed esce fuori pista, colpisce una roccia a lato del circuito e si ferma in mezzo alla pista, privo del casco perso durante l'urto. La sua monoposto prende fuoco e Lauda rimane intrappolato nella vettura in fiamme. Alcuni colleghi cercano, con grande coraggio, di tirarlo fuori dalla macchina e alla fine ci riescono. Le sue condizioni risultano subito molto gravi, non solo per le gravi ustioni subite, ma anche per aver inalato i velenosi fumi della benzina.

Lauda si riprende però molto velocemente e a soli 42 giorni dall'incidente decide di tornare al volante per il Gran Premio d'Italia a Monza. Le sue condizioni sono ancora precarie e le ferite del volto non sono ancora rimarginate. Deve indossare un casco particolare per limitare eventuali perdite di sangue causate dalla stretta aderenza del casco. Ma l'autorizzazione della commissione medica arriva e Niki Lauda può partire, ottenendo, pur soffrendo parecchio, un incredibile quarto posto. Alla fine della stagione Lauda raggiunge persino un secondo posto nella classifica finale, avendo solo 1 punto di svantaggio rispetto a James Hunt, il suo maggior concorrente.

La rivalità con James Hunt (1974-1976):

James Hunt
James Hunt nel 1977
foto: Mr.Choppers
Nelle tre stagioni tra il 1974 e il 1976 le gare della Formula 1 sono caratterizzate dalla rivalità tra Niki Lauda e l'inglese James Hunt, una rivalità spesso animata anche da scontri in pista. La sfida Hunt-Lauda per la conquista del titolo del 1976 è ritenuta tuttora una delle più entusiasmanti nell'intera storia della Formula 1.

Ma tra i due non c'è solo rivalità, c'è anche una profonda stima reciproca, c'è persino amicizia. Non è facile capire il rapporto tra i due: sia per carattere che per lo stile di guida in pista è difficile immaginarsi una differenza più abissale. James Hunt è un uomo dal carattere irruente ed anticonformista, ha spesso contrasti con l'ambiente delle corse automobilistiche. Gli piace divertirsi, è estroverso e affascinante, amato dalle donne, e viene spesso visto in compagnia di qualche bella ragazza. In pista è temuto per il suo audace stile di guida che delle volte è al limite dello spericolato. Ma sembra avere un innato talento per la guida, anche se i suoi successi sono abbastanza discontinui, probabilmente proprio a causa del suo carattere.

Niki Lauda è l'opposto: ha un carattere molto freddo e riservato, non ama le distrazioni esterne. È un perfezionista e si dedica in maniera scrupolosa alla sua professione in pista. È noto per la regolare condotta di gara cosa che, agli occhi del pubblico, è certamente meno appassionante e divertente di quella del suo rivale inglese, ma è comunque estremamente efficace.

Più tardi Lauda avrebbe dichiarato: "Abbiamo fatto sì che la nostra amicizia non venga mai danneggiata dal nostro rapporto professionale." Dice anche che Hunt era l'unico, dal quale accettò, senza rancore o dispiacere, di essere battuto in pista perché "questo ragazzo mi piaceva". Dopo il grave incidente di Lauda nel 1976, quando molti giornalisti dubitavano che la carriera di Lauda potesse ancora continuare, Hunt che conosceva bene la forza di volontà del suo amico/concorrente risponde seccamente: "Non crediate che Niki sia finito". E aveva ragione.

Di questo dualismo il regista Ron Howard ha fatto, nel 2003, un film di successo ("Rush" vedi sotto).

Niki Lauda non molla:

Che il grave incidente del 1976 non significava affatto la fine della sua carriera agonistica, Lauda lo mette in evidenza subito dopo: nel 1977 vince per la seconda volta il titolo di campione mondiale di Formula 1. Ma in quello stesso anno si rompe il rapporto tra Niki Lauda e la Ferrari che già dal 1976 era incrinato quando Niki Lauda si era ritirato a metà del Gran Premio del Giappone perché le condizioni della pista, per il pilota austriaco, erano troppo pericolose per gareggiare permettendo a un altro pilota di vincere quella gara. Dall'incidente aveva imparato una lezione, ma i tifosi della Ferrari e la stessa scuderia non gradivano.

Così corre per altre due stagioni per la Brabham prima di ritirasi dalla Formula 1 nel 1979. Vuole dedicarsi ai suoi affari che in quel momento sono rappresentati dalla "Lauda Air", la compagnia aerea da lui fondata proprio in quell'anno (vedi sotto).

Ma non ha ancora esaurito la sua voglia di correre. Nel 1982 ritorna, a sorpresa, nella Formula 1 gareggiando per 3 anni per la McLaren. E dimostra di non aver perso nulla della vecchia grinta e della sua voglia di vincere. Nel 1984 ottiene il terzo titolo di campione mondiale, con un vantaggio sul secondo classificato di solo mezzo punto. Dopo la stagione del 1985 si ritira definitivamente dalla gare automobilistiche.

Niki Lauda imprenditore:

Un aereo della Lauda Air  Un aereo della NIKI
a sinistra: un Boeing 767-300 della Lauda Air
a destra: un Airbus A320 della NIKI
foto: Benny Bartels / Trainler
Alla fine della sua carriera agonistica Niki Lauda diventa un imprenditore di successo. Già durante il suo primo ritiro nel 1979 aveva fondato la compagnia aerea "Lauda Air" che poi, nel 2003 viene acquisita dall'Austrian Airlines. Nello stesso anno fonda un'altra compagnia aerea, la "NIKI" che collabora strettamente con "Air Berlin" nella quale ha anche un ruolo dirigenziale.

Ma Niki Lauda rimane sempre legato all'ambiente della Formula 1. Assume vari ruoli dirigenziali dagli anni novanta fino ad oggi, prima in Ferrari, dove promuove l'assunzione di Michael Schumacher, poi in Jaguar e infine, nel 2012, diventa presidente del consiglio d'amministrazione della scuderia Mercedes di cui possiede il 10%.
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Il film:

Nel 2003 il regista statunitense Ron Howard (due volte vincitore di un Oscar) ha girato il film "Rush" che racconta la rivalità tra James Hunt e Niki Lauda, interpretati da Chris Hemsworth e Daniel Brühl. L'ex pilota tedesco Jochen Mass, compagno di Hunt in McLaren nel 1976, ha partecipato al film come consulente.
Niki Lauda e James Hunt
Niki Lauda tra Daniel Brühl (a sinistra), suo interprete sul grande schermo,
e Peter Morgan (a destra), lo sceneggiatore di Rush, all'anteprima viennese del film.
foto: Anefo / Croes
Nonostante alcune inesattezze storiche e tecniche dovute in gran parte alle esigenze della sceneggiatura il film è un ritratto abbastanza fedele dell'ambiente della Formula 1 di quegli anni. Ma non è un film documentario, è fiction che rende il rapporto tra i due protagonisti più drammatico e punta più sulla rivalità che sull'amicizia. Comunque, quando un giornalista chiede a Niki Lauda, nel 2013, se si riconosce nel film, l'ex-pilota risponde: "Assolutamente. La stagione 1976 è riportata fedelmente".

Il film che ha ottenuto molti premi prestigiosi (tra cui due Golden Globe) ha avuto un grande successo di pubblico ed è godibile anche per chi non è un tifoso della Formula 1.

Per sapere di più sul film

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