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Storia
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Ritratto di Maria Teresa
d'Asburgo (1717-1780), la prima imperatrice donna
che guidò l'impero degli Asburgo per 40 anni. ![]() Maria Teresa all'età di 10 anni (1727) ritratto di Andreas Möller Una donna come imperatrice?
Nel '700, il compito più importante della moglie di un imperatore, di un re,
di un qualsiasi appartenente della classe aristocratica regnante in Europa
era generare almeno un figlio maschio, per garantire la continuità dinastica. Se il matrimonio rimaneva senza figli, se
nascevano solo figlie femmine e se non c'erano fratelli o altri eredi maschi, la situazione politica poteva diventare molto
critica: il vuoto di potere dopo la morte dell'ultimo regnante maschio richiamava
sulla scena subito tutti i possibili pretendenti, che, a causa dei numerosi
matrimoni tra le monarchie dell'Europa dell'epoca, potevano essere parecchi. E più di una volta una situazione
del genere fu motivo scatenante di una guerra che poteva protrarsi anche per
molti anni.
Per scongiurare una crisi di questo tipo Carlo VI, appartenente alla casa degli Asburgo e imperatore del Sacro Romano Impero, elaborò e fece approvare dalle altre monachie europee la cosiddetta "Prammatica Sanzione" che, in mancanza di un erede maschio, dava il diritto di successione al trono anche alla prima figlia femmina dell'imperatore. E così, Maria Teresa d'Asburgo, all'età di 23 anni, ereditò la corona d'Austria e divenne l'arciduchessa regnante, un fatto assolutamente inedito, per molti anche inaccettabile. ![]() Maria Teresa all'età di 42 anni (1759) ritratto di Martin van Meytens Maria Teresa e gli altri poteri dell'Europa
Anche se gli altri monarchi avevano dato, nel 1713, il loro consenso alla
"Prammatica Sanzione", nel 1740 sembrava che non se ne ricordasse più nessuno. La
Prussia, all'epoca la più piccola, ma forse la più aggressiva tra i poteri
dell'Europa, colse subito l'occasione e aggredì l'Austria, occupando la
Slesia, una delle provincie più ricche dell'impero degli Asburgo. La Prussia
non aveva la minima giustificazione per questo azzardato intervento
militare, ma l'Austria, con la sua giovanissima e inesperta regnante che
molti ritenevano incapace di governare, sembrava un avversario debole. Le
altre monarchie dell'Europa non si scandalizzarono più di tanto di questo
attacco della Prussia, anzi, invece di correre in aiuto all'Austria, la
Francia, la Baviera e la Sassonia si allearono con l'aggressore, nella
speranza di poter partecipare allo smembramento dell'Austria.
Con l'aiuto dell'Ungheria Maria Teresa riuscì a respingere gli attacchi, ma la Slesia, nonostante vari tentativi di riconquistarla e nonostante il fatto che dopo il 1757 la Francia rovesciò l'alleanza mettendosi con la Russia e l'Austria contro la Prussia, rimase persa. La Prussia che prima dell'ascesa al trono di Maria Teresa era ancora una monarchia di secondaria importanza in Europa, era diventata l'avversario più temuto dell'Austria. Le battaglie tra i due stati, sanguinosissime per entrambi (solo l'Austria perse più di 300.000 soldati), non avevano fatto altro che confermare questo fatto. Nel 1763, alla fine della "guerra dei sette anni", Maria Teresa giurò di non farsi mai più trascinare in una guerra del genere. "Non scordatelo mai, meglio una pace mediocre che una guerra fortunata" scrisse a Giuseppe, suo figlio primogenito. E nelle sue note private annotò come il suo peccato più grande "di aver fatto la guerra per orgoglio". Le riforme di Maria Teresa
Il lungo periodo di pace che seguì era proprio quello che ci voleva per il paese
perché l'economia e le finanze erano disastrate per le ingenti spese di guerra. Maria Teresa si
rendeva perfettamente conto che il paese aveva un urgente bisogno di riforme
strutturali. Dalla Francia si sentivano già le influenze dell'illuminismo
minacciose per le monarchie assolutistiche dell'Europa e Maria Teresa aveva
capito che una fonte importante della forza del nemico numero uno, la
Prussia, consisteva in una serie di riforme che avevano trasformato questo
paese in quello più moderno dell'Europa. La Prussia non era solo un paese
altamente militarizzato (girava la battuta: "Altri stati si tengono un
esercito, in Prussia è l'esercito che si tiene uno stato"), ma anche un
paese molto moderno per l'epoca, per quanto riguarda l'amministrazione
pubblica, l'organizzazione dell'economia e delle finanze, dello stato e per il
sistema scolastico.
Maria Teresa introdusse numerose riforme per modernizzare l'Austria, cominciando dall'abolizione di molte regole del rigido tradizionalismo di corte. Prima di salire al trono non aveva ricevuto nessuna educazione specifica per prepararla al difficile compito di governare un paese come l'Austria, e forse è stato proprio questo la sua fortuna - e quella dell'Austria - perché riuscì ad affrontare molte questioni politiche ed economiche con un sano buonsenso umano, al di là dei meccanismi tradizionali. Il fatto che anche nel difficile campo dell'economia aveva capito più di molti suoi colleghi monarchi in altre capitali dell'Europa si capisce p.e. da una lettera che Maria Teresa scrisse, all'età di 26 anni, al suo cancelliere, il conte Urfeld: "Più ci penso, più mi sembra chiaro che in nessun luogo, nei domini, il commercio e l'industria hanno le cure necessarie; e tuttavia essi sono l'unico mezzo per creare benessere al paese e attirare denaro straniero". E così, dazi interni e pedaggi privati, dannosi al traffico commerciale, furono aboliti. Dopo una riforma finanziaria che mise l'Austria per la prima volta su una base economicamente consolidata introdusse anche una riforma amministrativa e una giudiziaria non fermandosi nemmeno davanti a consolidati privilegi tradizionali. Contro molte resistenze abolì la tortura. Per quanto riguarda la riforma scolastica c'era un problema: non c'era nessuno in Austria che aveva le competenze e l'esperienza necessarie per idearla e per applicarla. Fino ad allora l'istruzione era in mano alla chiesa, che si oppose alla riforma per non perdere il monopolio educacativo. Anche i proprietari terrieri dell'Austria pensavano che troppa istruzione fosse superflua, anzi pericolosa per i contadini ed erano contrari. Ma Maria Teresa capì che l'obbligo scolastico e una scuola pubblica erano di primaria importanza per uno stato moderno. A questo punto Maria Teresa fece una cosa sorprendente: chiese alla Prussia, il nemico numero uno, di dare in prestito all'Austria Ignaz von Felbiger, uno specialista del sistema scolastico moderno, un monaco Agostino di mentalità aperta. La Prussia acconsentì e così entrò in vigore, nel 1774, il primo "Regolamento scolastico generale per l'Austria". ![]() La famiglia imperiale nel 1756, con 12 figli (1756) quadro di Martin van Meytens I limiti di Maria Teresa
Maria Teresa non era affatto una rivoluzionaria, anzi, era molto
conservatrice. Ma sapeva che, affinché gli Asburgo potessero rimanere al
potere, molte cose in Austria dovevano cambiare.
Non capiva le idee dell'illuminismo, la corrente filosofico-politica che si stava diffondendo rapidamente in tutta l'Europa e che trovò molti seguaci anche a Vienna. Se la sua riforma scolastica fu un grande passo in avanti, la riforma dell'università invece ne fu uno altrettanto grande all'indietro: la libertà di insegnamento fu drasticamente limitata. Lo stato aveva bisogno di amministratori, non di scienziati, e i pensatori liberi furono guardati con sospetto. Solo la facoltà di medicina, meno soggetta alla censura, riuscì a conquistare fama internazionale. È vero che Maria Teresa abolì molte regole del rigido tradizionalismo di corte. Distinse tra il cerimoniale di stato e la vita privata: il primo rimase la sfera del dovere e della massima magnificenza possibile, l'altra doveva essere soprattutto piacevole. Ma qui si può notare una grande contraddizione: mentre lei ebbe la fortuna, per l'epoca molto rara, di poter sposare l'uomo che amava, le figlie avevano innanzitutto una funzione: formare e garantire, attraverso matrimoni politici ben programmati, i rapporti diplomatici degli Asburgo con le altre monarchie d'Europa. I suoi 16 figli, di cui sopravvissero 12 (4 maschi e 8 femmine), furono quasi tutti piazzati in posti strategicamente importanti per la politica dell'Austria. L'amore e la felicità erano, semmai, risultati casuali. Anche nella politica estera l'Austria di Maria Teresa non si distinse molto dalle altre monarchie in Europa. Gli accaniti e vani tentativi di riconquistare la Slesia dalla Prussia, una regione protestante con cui l'Austria cattolica in realtà aveva poco in comune e che è stata conquistata dagli Asburgo, nel 1526, tramite le solite mosse dinastiche sulla scacchiera della diplomazia, costarono all'Austria più di 300.000 morti - una carneficina inutile che Maria Teresa riconobbe con dolore solo alla fine. Ma in un'altra occasione anche l'Austria dimostrò la stessa potenza brutale dei suoi concorrenti. Nel 1772, Federico II della Prussia propose la spartizione della Polonia tra Austria, Russia e Prussia, esclusivamente motivata dalla debolezza politica e militare della Polonia che ne fece una preda facile. Maria Teresa non era d'accordo, ma mentre in altre occasioni impose la sua volontà con una forza che molti, non solo in Austria, ammirarono, alla fine cedette ai suoi consiglieri e acconsentì ad una azione politico-diplomatica che è tra le più deplorevoli dell'epoca. Maria Teresa morì nel 1780, a 63 anni, dopo 40 anni di regno. Fu l'unica donna sul trono asburgico e fu sicuramente i migliori regnanti dell'Austria, pur con tutti i limiti dovuti soprattutto alla mentalità conservatrice dell'assolutismo predominante in quell'epoca. Altre risorse di internet su Maria Teresa:Libri su Maria Teresa:Vedi anche: Tutte le pagine sulla storia dell'AustriaI mille anni di storia dell'Austria, dai tempi dei romani attraverso il grande impero austro-ungarico fino all'Austria di oggi. [capitolo] Iscrivetevi gratuitamente alla newsletter:Gli indici di questo sito (più di 250 pagine): |
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