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Maria Teresa all'età di 11 anni (1727)
Quadro di Andreas Möller
Kunsthistorisches Museum, Vienna
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Maria
Theresa d'Asburgo nacque a Vienna il 13 maggio 1717, secondogenita dell'Imperatore
Carlo VI e di Elisabetta di Brunswick-Wolfenbüttel. Ricevette un'educazione
di alto livello con conoscenza delle lingue fra cui il latino e mostrò grande
predilezione per le arti e la musica. |
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Con la sua bellezza, intelligenza e forza di carattere
conquistò presto tutte le persone che le furono accanto e che le
affibbiarono il nomignolo di Resel: la cordialità e la simpatia che
provavano subito coloro che l'avvicinavano sarà sempre la nota caratteriale
della sua esistenza. Non le venne però impartita un' educazione politica
(che era di retaggio maschile), perché suo padre sperò a lungo di avere
un altro discendente maschio, dopo la morte dell'unico figlio. Tuttavia quando,
dai 14 anni in poi, seguì i lavori del Consiglio della Corona accanto al
padre, mostrò chiari segni di interesse e rigore intellettuale per discipline
quali il Diritto e la Filosofia. Fu sempre estremamente religiosa e ligia
al cattolicesimo. Dopo la morte improvvisa di Carlo VI (1740), Maria Theresa
ereditò le Corone d'Austria, Ungheria e Boemia grazie alla "Prammatica
Sanzione" voluta da suo padre nel 1713. Si trattava di un nuovo capitolo
della Costituzione che adottava anche per l'Austria le stesse modalità di
successione valide per l'Ungheria, stabilendo la precedenza del maschio sulla
femmina, anche se più stretta consanguinea del re defunto: in assenza di
eredi maschi sarebbe succeduta la donna più imparentata con il re. Il motto
adottato in occasione della sua incoronazione fu: "IUSTITIA ET CLEMENTIA".
A causa di questa eredità (una donna!), le si opposero subito molti contendenti,
fra cui Carlo Alberto di Baviera, Augusto III di Polonia ed Elisabetta Farnese,
regina di Spagna. Ma il primo attacco venne da parte di Federico II di Prussia
che invase la Slesia (1740), subito seguito da Francia, Spagna, che occupò
Milano, Baviera e Sassonia. Era l'inizio della guerra di successione austriaca.
Maria Theresa, fallito un tentativo di ricuperare la Slesia (sconfitta di
Mollwitz, 1741), riuscì però ad avere un alleato contro i franchi-bavaresi,
che stavano invadendo l'Alta Austria e la Boemia. Fu grazie agli ungheresi
infatti che riuscì a ricuperare i territori perduti e a minacciare l'occupazione
dell'Alsazia francese. In questa occasione Maria Theresa mostrò, con sensibilità
tutta femminile, il suo forte carattere: vestita di strettissimo lutto, per
la morte del padre, e stringendo tra le braccia il neonato erede Giuseppe,
si presentò alla Dieta ungherese per chiedere aiuto e protezione nel nome
di Dio, che l'ha voluta Regina d'Ungheria quando ancora aspettava l'erede,
e fece giuramento solenne, per sé e per i suoi successori, di rispettare
la Costituzione magiara. Fu così che, nella commozione generale, ed a spade
sguainate, i Componenti la Dieta si impegnarono ad allestire un esercito di
20.000 uomini e pronunciarono il famoso giuramento "Moriremur, pro rege
nostro Maria Theresa". Fu questa la prima controffensiva di una guerra
durata sette anni.

Maria Teresa all'età di 42 anni (1759)
Quadro di M. v. Meytens
Accademia delle Belle Arti, Vienna
La Sassonia, preoccupata dalle mire espansionistiche della belligerante Prussia,
si alleò a Maria Theresa, che ebbe anche le simpatie di Inghilterra ed Olanda.
Così, nel 1742, Federico II finì con l'accettare una pace separata, ottenendo
però una parte della Slesia. Ed anche Massimiliano Giuseppe, figlio del defunto
Carlo Alberto di Baviera, salito al trono nel 1745, rinunciò ad ogni pretesa
sull' Austria. In quello stesso anno, il 4 ottobre, il marito che Maria Theresa
aveva per amore sposato già nel 1736, Francesco Stefano di Lorena, fu
incoronato Imperatore con il nome di Francesco I. Da lui ebbe tredici figli,
5 maschi e 8 femmine, di cui 10 arrivarono all'età matura.
Rimanevano nemiche della giovane imperatrice la Francia, che voleva espandersi
nella zona renana e la Spagna che aveva mire in Italia. Alla fine del 1745
fu invasa la Lombardia, ma nel marzo del 1746 don Filippo di Borbone, Infante
di Spagna, dovette abbandonare Milano perché Maria Theresa, con l'alleanza
di Carlo Emanuele III di Savoia, riuscì a contrastare l'avanzata franco-spagnola,
e nel mese di agosto dello stesso anno si ritirò completamente dal Nord-Italia.
Maria Theresa d'Austria, mette da parte le vendette e i rancori verso tutti
coloro che non la volevano imperatrice e promuove la "Pace Europea"
ad Aquisgrana.
La
pace di Aquisgrana (1748) concluse la guerra di successione austriaca e sancì
la sovranità di Maria Theresa su tutti gli Stati ereditati dal padre (tranne
la Slesia e qualche piccolo territorio lombardo ceduto a Carlo Emanuele III
in cambio del suo aiuto contro l'esercito franco-spagnolo).
Con
l'avvento della stabilità, Maria Theresa si dedicò al consolidamento del
suo potere, eliminando dove possibile, l'eccessivo frazionamento della monarchia
absburgica, creando uno stato più accentrato, un proprio esercito, ed un
corpo burocratico al servizio del Sovrano. Cercò di unificare razionalmente
tutto ciò che vi era di diverso a partire dalle tradizioni, dagli usi, dagli
ordinamenti sociali e politici nei domini austriaci (Austria, Tirolo, Carniola,
Carinzia, Stiria), in quelli boemi (Boemia, Moravia, Galizia Lodomiria), nel
dominio di Ungheria (Ungheria, Transilvania e Croazia) e nei territori degli
ex domini spagnoli (il Milanese ed i Paesi Bassi meridionali).

Maria Teresa d'Asburgo con il marito Francesco Stefano di
Lorena e 9 dei loro figli
Quadro dell'epoca. Castello di Schönbrunn.
A
Milano, dove Maria Theresa fu acclamata Duchessa nel 1741, aprì una prima
fase di riforme nel 1750 che durò un decennio. Unificò gli appalti indiretti
nelle mani di una sola impresa, e diede avvio alla riforma fiscale con tributi
diretti, collegati alla compilazione del nuovo catasto. Venne riformata anche
l'Amministrazione pubblica con l'unificazione e la centralizzazione degli
organi comunali e provinciali lombardi. Con lo scopo di aumentare la dipendenza
di Milano da Vienna, il Supremo Consiglio d'Italia venne sostituito dal Dipartimento
d'Italia, aggregato alla Cancelleria di Stato di Vienna.
Accanto
a queste riforme non mancarono in Lombardia quelle giudiziarie, finanziarie
(riforma monetaria del 1778) ed economiche, sociali e culturali, con la riorganizzazione
dell'istruzione pubblica e con la creazione delle scuole elementari.
A
Maria Theresa è legato anche il rinnovamento edilizio di Milano, proseguito
poi con Giuseppe II, con sontuosi edifici sia pubblici che privati. Si desidera
ricordare il principale artefice in Giuseppe Piermarini che restaurò il Palazzo
Reale, progettò la villa di Monza, ristrutturò il Palazzo Brera, varie vie,
giardini e palazzi. Nel 1774 venne posta sulla guglia più alta del Duomo
la famosa Madonnina, simbolo della città e nel 1778, sempre opera del Piermarini,
venne inaugurato il Teatro alla Scala. Insomma Milano ebbe un risveglio politico
e culturale, nato su impulso di Vienna, cui parteciparono i giovani intellettuali
lombardi che si riunirono intorno alla "Società dei Pugni" ed al
"Caffe'", nuovo giornale uscito nel 1764. Vi parteciparono fra gli
altri Pietro e Alessandro Verri, Cesare Beccaria, Luigi Lambertenghi e Gian
Rinaldo Carli.
A
Trieste l'impulso innovativo di Maria Theresa fu particolarmente sentito,
anche se la Sovrana non vi mise mai piede nei suoi pur lunghi quarant'anni
di regno. Infatti la città fu privilegiata, per la sua posizione geografica
nei confronti dell'Austria, nella costruzione del Porto quale principale scalo
marittimo dell'Impero absburgico. Essa fu preferita ad Aquileia, Monfalcone,
Duino e Fiume.
Alla
lungimiranza di Maria Theresa vanno ascritti alcuni provvedimenti che potenziarono
la ricchezza cittadina. Impose l'abbattimento delle mura (1749) con l'eliminazione
della città "vecchia" e "nuova" promuovendo la fusione
degli abitanti. Promulgò l'estensione all'intera città delle franchigie doganali
che provocò a Trieste un abnorme affluenza di persone di tutte le razze e
di ogni ceto (italiani, serbi, sloveni, croati, ebrei, greci). Per costoro
fu promulgato "l'Editto di tolleranza" che dava la libertà di culto,
di negoziare liberamente e di possedere beni reali.
La
"città nuova" sorse in breve tempo accanto alla città medioevale
e fu subito chiamata "città teresiana", benché la struttura di
base delle sue vie sembra forse essere quella romana, perfettamente intagliata
ad angolo retto con vie parallele ed incrociantisi fra loro. Il quartiere
teresiano, sorto sull'interramento delle saline, è un' opera di pianificazione
urbana in collegamento con le necessità e le esigenze del porto.
Volle
il ritorno di un'amministrazione legata ad Autorità locali, ma con stretta
dipendenza dallo Stato. La "Hauptresolution" del 1749 e completata
nel 1752, diede una ben regolata struttura all' Intendenza commerciale, stabilendo
a suo favore un gruppo di competenze e di poteri quale organo statale decentrato,
che durerà fino al 1776.
Sotto
Maria Theresa Trieste divenne importante anche per il Tribunale di Cambio
Mercantile e per il Consolato del Mare assieme all'attività dell'Ufficio giudiziario
con il nuovo "regolamento di commercio e de' falliti". Creò l'Ufficio
Tavolare con compiti di registrazione degli immobili, tutt'ora esistente.
Promulgò ordinanze scolastiche (1774) con l'istituzione di scuole primarie
(obbligatorie) e secondarie : ordinanza valida anche in tutte le province
austriache. Nel 1753 creò la "Scuola Nautica di Trieste" per promuovere
il commercio e la navigazione nel Litorale austriaco. Questa istituzione esiste
tutt'ora.
Nel
1766 funzionò di fatto la prima Compagnia di Assicurazioni (marittima) voluta
da Maria Theresa e nata sul modello di altri paesi.
Lo
stile architettonico delle costruzioni edilizie e monumentali che sorsero
nella città si riferirono a quelle di moda a Vienna in quei tempi. Prevalse
cioè il barocco di tipo viennese del Barone Fischer von Erlach, in maniera
però più moderata, che preludeva alla futura evoluzione neoclassica.
Maria
Theresa fu tanto amata quanto contestata dai suoi sudditi, a seconda che
concedesse favori o eliminasse importanti cariche. Ciò per quest'idea di
totale rinnovamento statale, politico e privato, completamente rivoluzionario
per i suoi tempi. La sua opera è ancor oggi criticata o fortemente apprezzata
a seconda dei risultati ottenuti. Ma Ella agì sempre per favorire in primo
luogo la Sua Famiglia ed il Suo Stato primario e non perchè amasse una città
più di un'altra, come affermano molti triestini. Essi vedono in Maria Theresa
una particolare predilezione per Trieste, città dove, ripetiamo, non mise
mai piede. Fu invece assai preveggente nel capire l'utilità economica che
poteva portare questa città per il suo Impero, con la costruzione di un porto
di grandi dimensioni, che avrebbe aperto importanti commerci in tutto l'Oriente.
Nel
1756, per riaffermare il predominio absburgico in Germania (contro la Prussia),
cercando di riconquistare la Slesia, Maria Theresa rinunciò alla tradizionale
alleanza con Inghilterra e Olanda, accostandosi alla Francia ed alla Russia,
con il "rovesciamento delle Alleanze". Fu una guerra che durò sette
anni fra Austria, Francia, Russia , Sassonia e Svezia contro la Prussia e
l'Inghilterra e che fu combattuta prevalentemente in Germania. Seguì la Pace
di Hubertusburg nel 1763, che sancì la sconfitta delle mire austriache sulla
Slesia. In cambio ottenne che il suo primo figlio maschio venisse eletto "Re
dei Romani" (1764) e diventasse quindi il candidato principale alla successione
imperiale. Ciò avvenne l'anno successivo, all'improvvisa morte dell'amato
consorte Francesco I. Nel 1765, infatti, il figlio Giuseppe fu messo a fianco
di Maria Theresa come correggente e nello stesso anno ricevette la corona
imperiale.
Nell'ultimo
decennio del suo regno, Maria Theresa, spinta dal figlio Giuseppe II e dal
Cancelliere Kaunitz, aderì ad una politica espansionistica che non avrebbe
desiderato. Partecipò con Russia e Prussia alla prima spartizione della Polonia,
nella quale ottenne la Galizia e la Lodomiria. Intervenne senza entusiasmo
pure alla guerra di successione bavarese nel 1778, scoppiata per l'estinzione
della dinastia dei Wittelsbach, che si concluse l'anno dopo con la pace di
Teschen e che fruttò all'Austria l'annessione della regione dell'Innviertel.
Maria Theresa si spense a Vienna il 29 novembre 1780.
Testo: Sergio Rossi
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