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Titolo della tesi: Franz Kafka: Alla ricerca del padre
Autrice della tesi: Nadia Malavasi
Laurea conseguita a:
Università di Padova - Facoltà di Lettere - Corso di laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne
Anno accademico: 1992-1993
Relatore: Prof.ssa Annarosa Azzone-Zweifel
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Questa tesi persegue il tentativo di analizzare i tratti fondamentali del carattere di Franz, i punti fermi nella sua vita, i luoghi e le persone che possano rendere con immediatezza la sua immagine. Il lavoro tralascia le notizie più facilmente reperibili e documentate, riordinando la sterminata bibliografia in una ventina di pagine, per seguire un filone meno scontato e forse più tortuoso ma utile a restituire Kafka in una prospettiva più chiara soprattutto per quanto riguarda il rapporto col padre. Ad esempio, della più famosa fidanzata di Franz, Felice, che ha già avuto in Elias Canetti un ottimo interprete del suo angoscioso rapporto con Kafka, non si tratta in un paragrafo esplicativo a parte ma nel corso dell'indagine a vasto raggio dei motivi profondi che spinsero lo scrittore ad assumere gli atteggiamenti scostanti e di perenne fuga nei rapporti con gli alti. Com'è noto Franz la sottopone ad un assedio verbale, ma poi fa di tutto per incontrarla pochissimo schermandosi dietro una lunga teoria di buste e foglietti: le chiederà di sposare un essere "fatto di letteratura" e non semplicemente un uomo con interessi letterari. Nel lungo epistolario degli anni che fanno da sfondo a questo fidanzamento c'è già l'assiderata, nevrastenica, insistente richiesta di accettazione di sé e della letteratura insieme. Felice non capisce fino in fondo Franz; anche se Max Brod, il miglior amico di lui, la prega di reggere il rapporto, di non lasciare Kafka, di non turbarlo nella scrittura, Felice Bauer diventerà la signora Morasse e morirà nel 1960 a 73 anni. Kafka accettando l'emottisi che lo colse la notte tra il 9 e il 10 agosto 1917 come una liberazione, mise fine al fidanzamento definitivamente.
E' sulla famiglia e sul padre in particolare che si sofferma il nostro obiettivo. L'ombra della figura patena sembra animare nell'immaginario di Kafka tutte le angosce, le perdite, le condanne inappellabili degli alter ego dell'autore, Josef K. o Gregor Samsa. In questo lavoro si cerca di ricostruire il rapporto di Franz col padre, riportando le testimonianze di chi li conobbe, le opinioni della critica al proposito, le indagini sulla "Lettera". Su tutta questa ricerca incombe la figura del padre, traspare la paura del figlio, l'esitante e ultrasensibile scrittore notturno.
Nella prima parte viene tratteggiata la storia di Hermann Kafka nel modo più obiettivo possibile (senza prendere in considerazione la posizione del figlio). Si descrive ampiamente la situazione storica di quel tempo e degli ebrei boemi, le difficili condizioni della sua famiglia d'origine, della sua infanzia e adolescenza, del suo successo nell'ascesa sociale da povero macellaio a commerciante affermato, tanto da aprire un negozio nel centralissimo Palazzo Kinsky, a Praga.
Nella seconda parte è analizzata la posizione di Franz verso il padre e viene citata accanto ai diari naturalmente la "Lettera al padre". Dalla genesi della "Lettera", all'importante ruolo dell'amico Max Brod, dalle motivazioni di Franz ai rapporti con le donne più importanti (la madre, Milena Jesenska', Julie Wohryzeck, Dora Diamant e la sorella prediletta Ottla) si passa al setaccio l'esegesi sul "Brief an den Vater", questo fortunato reperto che è ancora oggi motivo di dibattito per il mondo letterario. Fu scritto in un periodo di desolazione fisica e psichica per Kafka: solo due anni prima gli era stata diagnosticata la tubercolosi e non gli era ancora riuscito di realizzare l'esistenza da scrittore in cui aveva tanto sperato e il cui progetto era stato incoraggiato dagli amici, ma non dal commerciante ebreo di Palazzo Kinsky. Il padre infatti, si disinteressa totalmente dell'attività letteraria del figlio, riscattandosi con un gesto solo dopo la morte di quest'ultimo. (Cap. 2.6) Solo gli ultimi scritti di Franz ai genitori, trovati nel 1986, raccontano del padre in modo più tenero, lontano da ogni rancore, così vicino al "confine" da non temere più alcun guardiano. |