
Il Congresso di Vienna in un dipinto di Jean-Baptiste Isabey
(1767-1855)
"La città di Vienna offre ai presenti una visione
spettacolare; tutta l'Europa è qui rappresentata dalle più illustri
personalità. L'imperatore, con l'imperatrice e le grandi principesse di
Russia, il re di Prussia con parecchi principi della sua casa, il re di
Danimarca, i re ed i principi ereditarii di Baviera e del Württemberg, i
duchi ed i principi delle case di Meclemburgo, Sassonia-Weimar,
Sassonia-Coburgo, Assia ecc., metà dei vecchi principi e dei conti
dell'Impero, e poi un numero immenso di diplomatici provenienti dai più vari
reami d'Europa. Tutto questo non fa che dar vita ad un movimento ed a una
tale varietà di immagini ed avvenimenti che solo la straordinaria epoca,
nella quale noi viviamo, sarebbe in grado di produrre. Gli affari di Stato
nel frattempo, con lo sfondo di tali singolari cose, non stanno andando
avanti affatto."
Così scrisse il segretario-generale del Congresso, il conte
Friedrich von Gentz, in una lettera. Tra il 1814 e il
1815, durante i nove mesi di questo congresso internazionale, Vienna si
trasforma nel centro non solo politico ma anche mondano
dell'Europa. Gli ospiti del Congresso, al quale presero parte le delegazioni
diplomatiche di quasi tutte le nazioni europee, cercarono di rendere il
soggiorno delle personalità d'alto rango il più piacevole possibile. I
balli, i cortei, le gite in slitta, le parate militari, gli spettacoli
d'opera, i concerti e ricevimenti diedero al Congresso una cornice fastosa
che impressionava il pubblico. E così
nacque la battuta con cui questo straordinario evento è noto ancora oggi:
"Il Congresso danza, ma non avanza".
Che cos'era successo?
La rivoluzione francese aveva scosso l'Europa, aveva spazzato
via non solo la monarchia francese, ma aveva scombussolato, attraverso il
suo erede Napoleone Bonaparte e le sue vittoriose armate, quasi tutti gli
stati dell'Europa. Il venerabile Sacro Romano Impero, fondato dagli eredi di Carlo Magno
900 anni prima, si è sciolto come la neve nel sole. In molti stati d'Europa
Napoleone abolisce con un cenno di mano burocrazie secolari e introduce un
nuovo, moderno sistema di amministrazione e di diritto. Ma la megalomania con cui Napoleone
spinge i suoi soldati fino alle porte di Mosca lo fa diventare un nemico
odiato non solo da tutti i rappresentanti della vecchia Europa,
dall'aristocrazia e dalla chiesa cattolica, ma anche da tutti quelli che,
delusi dall'esito della rivoluzione francese avevano sperato in un mondo
migliore, magari ispirato da una salutare tempesta francese.

La "Battaglia delle Nazioni" presso Lipsia (1813) che sigillò
la sconfitta di Napoleone,
in un quadro dell'epoca.
Napoleone fu battuto sul campo di battaglia dalle forze
congiunte di tutta l'Europa, ma l'Europa dell'epoca prima di Napoleone era
irrecuperabilmente distrutta. In questa situazione ci voleva un grande
Congresso per riordinare i regni andati a pezzi e questo Congresso poteva
aver luogo solo a Vienna, nel centro del potere degli Asburgo che per secoli
avevano regnato sul Sacro Romano Impero. Un impero che, pur essendo fragile e
eternamente in lite con se stesso, aveva comunque rappresentato un simbolo
in cui le monarchie offese da Napoleone si erano riconosciute.
Il Congresso balla...
Nei nove mesi del Congresso molti viennesi avevano
l'impressione che Vienna si fosse trasformata in una gigantesca kermesse
dell'aristocrazia di tutta l'Europa che non faceva altro che organizzare
feste e balli. La facciata splendente che i regnanti dell'Europa crearono
intorno a questo evento fu veramente impressionante. Ma dopo l'umiliazione
da parte di Napoleone lo splendore delle vecchie monarchie doveva rinascere
come prima e mostrarsi in tutto il suo fasto. Circa 100.000 ospiti da quasi
200 stati, ducati, principati e città indipendenti affollarono Vienna. I
costi dell'evento, sopportati quasi esclusivamente dalle casse del governo
austriaco, furono enormi. Ma per gli abitanti di Vienna, il grande spettacolo
ebbe anche dei lati decisamente brutti: i centomila ospiti, per lo più
ricchi e spendaccioni, volevano mangiare, spendere e divertirsi e questo
fece aumentare i prezzi anche per la popolazione locale. Viveri, servizi,
combustibili e affitti divennero sempre più cari. Dall'altra parte c'erano
naturalmente molti (imprenditori, commercianti, padroni di casa) per i quali
questo Congresso fu come una manna che cadeva dal cielo...

Il Principe di Metternich (1773-1859), capo e stratega della
delegazione austriaca
durante il congresso fu uno dei diplomati più astuti e influenti dell'epoca.
Ma il
Congresso fa anche politica...
Ma dietro la facciata allegra e festosa si faceva politica
sul serio. Furono soprattutto le cinque grandi potenze dell'Europa (Russia,
Inghilterra, Austria, Prussia e Francia) a decidere sui contenuti degli atti
ufficiali del Congresso. Paesi, provincie e città furono spostati qua e là,
spartiti fra principi e monarchi, senza tenere conto in nessun modo delle
conseguenze politiche, economiche o culturali che ciò poteva avere. Le
discussioni non furono sempre pacifiche, anzi, a un certo punto della
Conferenza una nuova guerra, questa volta tra gli ex-alleati contro
Napoleone, era più vicina di un documento di pace condiviso da tutti.
I risultati politici più importanti furono alla fine:
-
sulle rovine del Sacro Romano Impero fu creata la "Deutscher
Bund" (Confederazione Germanica) di 35 stati e 4 città libere con un
parlamento a Francoforte, sotto la presidenza dell'Austria. Questi stati
non avevano molto in comune e il parlamento si limitò essenzialmente a
reprimere nei vari stati ogni tentativo di avere più libertà per i
sudditi. La presidenza dell'Austria non impedì che la predominanza
politica ed economica della Prussia si facesse sempre più sentire, un
preludio alle guerre Prussia-Austria nella seconda metà dell'800.
-
il
territorio dell'Austria si spostò verso l'area balcanica e quello della
Prussia verso il centro della Germania il che favorì l'obiettivo
politico della Prussia: la sistematica esclusione dell'Austria dalle
faccende politiche della Germania.
-
la
fondazione della "Santa Allenza" tra Russia, Austria e Prussia, fondata
sullo spirito cristiano, per favorire una politica di pace
internazionale. In realtà, durante le varie riunioni di questa alleanza
tra il 1819 e il 1822, non si parlò nemmeno una volta dell'amor
cristiano verso il prossimo, ma solo di provvedimenti militari e
polizieschi per soffocare ogni tentativo di riforme o di aperta
ribellione nei paesi membri, sempre più frequenti nei decenni
successivi.
In una
parola: il Congresso di Vienna inaugura il periodo della "Restaurazione" che
durò fino al 1848 quando le rivolte democratiche in tutta l'Europa
rovesciarono il labile equilibrio politico creato dal Congresso di Vienna.
Ma questa è un'altra storia... |