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Il grande compositore tedesco Beethoven, nato a Bonn, trascorse gli ultimi 35 anni della sua vita a Vienna.
Perché ci andò e perché ci rimase?
![]() Ludwig van Beethoven (1770-1827) Beethoven a Bonn:
Ludwig van Beethoven nasce a Bonn, una piccola città della Renania, il 17
dicembre del 1770. Cresce in una famiglia di origini olandesi che da almeno
due generazioni perpetuava una tradizione musicale. Il padre Johann scopre
presto il talento musicale del piccolo Ludwig e, pensando a Mozart bambino,
esibito dal padre in tournée concertistiche attraverso tutta Europa una
quindicina di anni prima, avvia Ludwig allo studio della musica già a 5
anni. Ma mentre il piccolo Mozart ebbe la fortuna di crescere in una
famiglia benestante con genitori molto attenti alle capacità e le preferenze
dei figli, Ludwig deve sopportare un padre violento e spesso ubriaco che
sperpera i soldi della famiglia nelle osterie di Bonn e che costringe il
figlio con tutti i mezzi a suonare il violino e il cembalo sperando di
trarne un profitto economico.
In ogni caso, la fama del piccolo Beethoven che si esibisce come eccellente pianista e che a 12 anni scrive le prime opere per pianoforte si diffonde presto e grazie a insegnanti privati e sostenitori più illuminati di suo padre Ludwig ottiene un'ottima educazione e conosce le persone giuste che rendono il suo percorso artistico più facile.
![]() Joseph Haydn (1732-1809) e Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), i due grandi compositori del classicismo viennese del '700 Vienna - capitale della musica:
Tra la fine del '700 e la metà dell'800, Vienna era la capitale
incontrastata della musica e rappresentava il luogo ideale per un musicista
che voleva imparare e fare carriera. La corte degli Asburgo, da sempre molto
aperta alla musica, e le numerose case aristocratici a Vienna
rappresentavano dei luoghi importanti per fare dei concerti, per conoscere
altri musicisti e per ottenere impieghi e sostegni economici. La Vienna del
'700 pullulava di musicisti di tutti i paesi e persino chi non amava questa
città e la cultura di corte faceva di tutto per esserci, almeno per un certo
periodo.
![]() a sinistra: la casa natale di Beethoven a Bonn, in Bonngasse 20 a destra: la tomba di Beethoven al cimitero centrale di Vienna tutte le illustrazioni in questa pagina: Wikipedia Beethoven a Vienna:
La prima volta che visita Vienna, Ludwig ha 16 anni. Nei tre mesi che
trascorre a Vienna il giovane compositore incontra Mozart, che all'epoca ha
31 anni e che è all'apice del successo, e molti altri musicisti
importanti. Ma la spinta decisiva per trasferirsi definitivamente a Vienna
gliela dà Joseph Haydn che durante una sua visita a Bonn conosce Beethoven
dimostrandosi impressionato dal suo talento e invitandolo a
venire a Vienna. Nel 1792, a 21 anni, Beethoven va di nuovo a Vienna, questa
volta per sempre.
È nel fertile ambiente musicale di Vienna che Beethoven diventa un compositore di fama internazionale. Non ama molto la vita mondana di corte, è uno spirito piuttosto libertario, un figlio della rivoluzione francese che dedica una delle sue sinfonie più importanti, "l'Eroica", a Napoleone Bonaparte, con le parole: "Sinfonia eroica, composta per festeggiare il sovvenire di un grand'uomo". Nel 1809 per poco Beethoven non lascia Vienna per sempre dopo aver ricevuto un'offerta di lavoro molto allettante dalla Westfalia, dove regna nel frattempo Jérôme, fratello di Napoleone. Solo le forze congiunte dei suoi ammiratori viennesi e un'offerta economica che gli garantisce, senza limite di tempo, una vita agiata, riescono a convincerlo a rimanere a Vienna. Negli stessi anni si rafforzano i disturbi all'udito e con l'aggravarsi di questa fatale malattia Beethoven si isola progressivamente, ritirandosi per periodi sempre più lunghi nella quiete di Heiligenstadt, una piccola città nella campagna viennese. Dopo il 1805 il suo comportamento diventa sempre più scontroso e le esibizioni in pubblico si fanno sempre più rare. Con l'eccezione della prima esecuzione della Nona sinfonia e della Missa solemnis (nel 1824), la musica di Beethoven negli ultimi anni della sua vita viene eseguita soprattutto all'interno di una cerchia di estimatori. Tuttavia, Beethoven è sempre circondato dall'affetto dei viennesi e i suoi funerali nel 1827 vengono accompagnati da decine di migliaia di persone. ![]() Manoscritto di Beethoven della nona sinfonia Commento di Luisa Fiorini sulla vita e la musica di Beethoven:
Il tormento di uno spirito indomabile traspare da tutta l'esistenza del
"Titano" della musica classica, nato a Bonn nel 1770 e morto a Vienna nel
1827.
Scontroso, burbero, dal carattere proverbialmente difficile, celava una ricchezza interiore che troviamo in tutte le sue opere le quali uniscono ad un perfetto equilibrio formale una carica emotiva travolgente, unendo le caratteristiche classiche e romantiche. Rappresenta l'anello di congiunzione tra Classicismo e Romanticismo, con lui la Forma-Sonata raggiunge la sua perfezione, sia nelle celeberrime nove Sinfonie, che nelle 32 Sonate per pianoforte, che nei Concerti. Di idee liberali (sostenne Napoleone fino alla firma del Trattato di Campoformio, dedicandogli anche una Sinfonia, l'Eroica) non esitò però a ricorrere all'aiuto dei potenti per poter eseguire la sua musica. La sordità che lo afflisse non gli impedì di scrivere le sue ultime Sinfonie, tra cui la Corale con l'Inno alla gioia che fece arricciare il naso ai puristi, poichè in una Sinfonia, genere prettamente strumentale, era stata inserita la voce. La vicenda umana di Beethoven è cosa nota: l'infanzia difficile succube del padre ubriacone e violento, la sordità che lo afflisse progressivamente, l'incapacità di accettare regole e comportamenti sociali, gli amori disperati, la delusione dell'unico affetto, il nipote Karl. Tutto ciò contribuì sempre più al suo isolamento, dal quale sembrò uscire solo attraverso la parola scritta, forma di comunicazione, oltre la musica, da lui prediletta. Abbiamo tre tipologie di documenti: le lettere, i "Quaderni di conversazione" (in cui raccolse pensieri, appunti riflessioni, domande dei suoi interlocutori), e il "Testamento di Heiligenstadt", vero e proprio testamento spirituale ove confessa il suo male interiore. Dagli scritti emerge un immenso amore per la natura, quasi in essa trovasse conforto e potesse lenire nella sua contemplazione i suoi rovelli. Scrisse alla sua amica Therese Malfatti nel maggio del 1810: "Quanto è fortunata Lei, che è potuta andare in campagna già così presto. Io non potrò godere tale beatitudine fino al giorno 8. Non c'è nessuno che possa amare la campagna quanto me. Dai boschi, dagli alberi, dalle rocce sorge l'eco che l'uomo desidera udire." Nei "Quaderni di conversazione" troviamo: "Onnipotente, nella foresta! Io sono beato, felice: ogni albero parla attraverso te-O Dio! Che splendore! In una tale regione boscosa, in ogni clima, c'è un incanto. E' come se in campagna ogni albero mi facesse intendere la sua voce dicendomi: santo, santo!" Più in avanti, mentre si infittiscono gli appunti e i temi per la sua sesta sinfonia, la "Pastorale", Beethoven scrisse: "Chi mai potrà esprimere tutto ciò?" Ma il suo più recondito sentire lo esprime nel "Testamento di Heiligenstadt", una lettera indirizzata ai suoi fratelli Karl e Johann il 6 ottobre 1802. Commento: Luisa Fiorini Pubblicato per la prima volta in: www.homolaicus.com Ludwig van Beethoven - CD:Ludwig van Beethoven - DVD e Blu-ray:Ludwig van Beethoven - Symphony No. 5 - I. Allegro con brio:Altri siti internet su Ludwig van Beethoven:
Vedi anche: Tutte le pagine sulla cultura austriacaMusica, cinema, arte e scienza. Da Mozart e Mahler fino a Klimt e Freud. [capitolo] Iscrivetevi gratuitamente alla newsletter:Gli indici di questo sito (più di 250 pagine): |
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