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Nel 1938 gran parte degli austriaci erano stanchi
dello Ständestaat, lo stato corporativo, un regime autoritario fin
dall’inizio non sostenuto dalla maggioranza della popolazione. Molti,
preoccupati per la crisi economica, volgevano lo sguardo alla
Germania, ove Hitler aveva creato posti di lavoro e un benessere
piuttosto diffuso.
L’annessione dell’Austria era stata nei progetti di Hitler fin
dall’inizio del suo regime in Germania, quale primo passo verso la
conquista dell’Europa dell’est. In un primo momento l’Anschluss
avrebbe dovuto essere la conclusione di una “evoluzione” politica
preparata nel tempo sia dai nazisti austriaci - in vari modi,
prevalentemente illegali, essendo oltretutto il partito nazista fuori
legge in Austria - che dall’accordo del luglio 1936, con cui di fatto
il Cancelliere austriaco Schuschnigg aveva fatto importanti
concessioni al Reich.

Marzo 1938, Vienna: Hitler con il Reichsstatthalter,
(rappresentante
del Führer in Austria) Seyss-Inquart
Hitler però divenne
impaziente, e il 12 febbraio 1938 convocò Schuschnigg a Berchtesgaden
per minacciare l’intervento militare e indurlo di fatto
all’accettazione dell’Anschluss. In una situazione interna sempre più
incandescente, con pesanti manifestazioni naziste in varie città,
Schuschnigg decise ai primi di marzo di convocare per il 13 dello
stesso mese un referendum popolare pro o contro l’Anschluss, con la
speranza, non del tutto infondata, che gli austriaci votassero contro.
A quel punto Hitler, sicuro che né la Francia, né la Gran Bretagna, né
l’Italia sarebbero intervenute militarmente, ordinò alle proprie
truppe di invadere l’Austria. L’11 sera Schuschnigg comunicò alla
radio la decisione “di non voler in nessun caso spargere sangue
tedesco”. Il 12 marzo le truppe tedesche poterono quindi entrare in
Austria indisturbate, anzi accolte da una folla entusiasta. Hitler in
persona arrivò il 13 e sfilò trionfalmente attraverso l’Austria fino
al 15, giorno dell’apoteosi a Vienna.

Marzo 1938: giovani donne festeggiano l’Anschluss
Gli austriaci giubilanti speravano in un miglioramento della loro
situazione economica e si rallegravano del fatto che l’annessione non
avesse comportato spargimenti di sangue. Nella potenza tedesca essi
vedevano anche l’occasione per un riscatto dall’umiliazione della
sconfitta del 1918. Infine, i non pochi antisemiti austriaci vedevano
la possibilità concreta – e di fatto già in molti vergognosi episodi
attuata - della libera estrinsecazione del loro sentire.

15 marzo 1938 – la folla entusiasta accoglie Hitler nella Heldenplatz,
nel cuore di Vienna
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