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Alto Adige -
sulla difficile convivenza tra tedeschi e italiani

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L'Alto Adige (Provincia Autonoma di Bolzano)
al confine tra Italia e Austria

I gruppi linguistici nell'Alto Adige:

in tutta la provincia: la diffusione del tedesco e dell'italiano in alcune città della provincia:

Premessa
Vorbemerkung:

Per evitare malintesi:
se, di seguito, parlo di altoadesini "tedeschi" o "italiani" intendo naturalmente quelli di madrelingua tedesca o italiana. Perché secondo il passaporto tutti sono italiani.

Le eterne liti sulla questione se gli altoadesini sono prima di tutto italiani, tedeschi, austriaci o tirolesi lascio volentieri agli ideologi di tutti i campi.
Um Missverständnissen vorzubeugen:
Wenn ich im Folgenden von "deutschen" oder "italienischen" Südtirolern spreche, meine ich natürlich die Südtiroler deutscher oder italienischer Muttersprache. Denn laut Pass sind alle Italiener.

Die ewigen Streitereien darüber, ob die Südtiroler in erster Linie Italiener, Deutsche, Österreicher oder Tiroler sind, überlasse ich gern den Ideologen aller Lager.
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Perché gli altoatesini tedeschi non amano gli italiani?
Warum lieben die deutschen Südtiroler die Italiener nicht?

Fino al 1919 l'Alto Adige era una parte dell'Austria. Dopo la Prima Guerra Mondiale, l'Italia, che era uscita dalla guerra dalla parte dei vincitori, doveva essere accontentata e ricevette questa parte dell'Austria che invece aveva perso la guerra. Il dramma incominciò nel 1922 quando Mussolini arrivò al potere. L'Alto Adige fu "italianizzato" con la forza. L'Italia cacciò non solo tutti i tedeschi dai posti strategici dell'amministrazione e dalla vita pubblica, persino la natura doveva diventare italiana: il nome di ogni bosco, ogni ruscello, di ogni montagna e paese, tutti i nomi geografici furono cambiati. Qualsiasi tradizione tedesca fu soppressa, niente doveva più ricordare un passato non-italiano. Fu una durissima umiliazione che molti "tedeschi" dell'Alto-Adige stentano ancora oggi a dimenticare. Bis 1919 gehörte Südtirol zu Österreich. Nach dem Ersten Weltkrieg musste Italien, das zu den Siegermächten gehörte, territorial zufrieden gestellt werden und bekam Südtirol von Österreich, das den Krieg verloren hatte. Das Drama begann dann 1922, als Mussolini an die Macht kam. Südtirol wurde gewaltsam "italienisiert". Italien vertrieb nicht nur die Deutschen aus allen wichtigen Positionen der Verwaltung und des öffentlichen Lebens, auch die Natur musste italienisch werden: der Name von jedem Wald, jedem Bach, jedem Berg und jedem Dorf, jede geographische Bezeichnung wurde geändert. Jegliche deutsche Tradition wurde unterdrückt, nichts sollte mehr an eine nicht-italienische Vergangenheit erinnern. Es war eine harte Erniedrigung, die viele deutsche Südtiroler bis heute noch nicht vergessen haben.

Perché gli alto-atesini italiani non amano i tedeschi?
Warum lieben die italienischen Südtiroler die Deutschen nicht?

Ormai tutto questo appartiene al passato. Oggi, il Trentino-Alto Adige è una regione con uno statuto speciale che garantisce una vasta autonomia e mezzi finanziari parecchio al di sopra rispetto alle altre regioni d'Italia. La provincia di Bolzano è "bilingue", chiunque voglia lavorare per il comune, per la provincia o la regione deve sapere sia il tedesco che l'italiano. Dopo la "stagione delle bombe" negli anni 50 e 60 in cui gli "oltranzisti" tedeschi volevano costringere l'Italia al ritiro dalla regione è tornata la pace, anche a causa di importanti concessioni economiche e politiche che lo stato italiano ha fatto alla provincia di Bolzano.

Ma nonostante ciò tedeschi e italiani hanno ancora difficoltà con la convivenza. Oggi sono spesso gli italiani a lamentarsi, oggi sono loro a sentirsi in un certo modo svantagggiati. I tedeschi si comportano delle volte con una certa arroganza che sembra un misto tra vendetta per i torti subiti nel passato e un sentimento di superiorità che vede negli italiani e nell'Italia solo le caratteristiche dei più banali luoghi comuni: gli italiani sono inefficienti, pigri e inaffidabili.
All das gehört nunmehr der Vergangenheit an. Heute ist die Region Trentino-Südtirol eine Region mit Sonderstatus, der eine weitgehende Autonomie und Finanzmittel garantiert, die weit über denen der anderen Regionen liegen. Die Provinz Bozen ist "zweisprachig", jeder der für die Gemeinde, für die Provinz oder für die Region arbeiten will, muss Deutsch und Italienisch können. Nach der "Zeit der Bomben" in den 50er und 60er Jahren, in der die Extremisten auf deutscher Seite Italien zum Rückzug aus der Region zwingen wollten, ist wieder Frieden eingekehrt, auch aufgrund weitgehender finanzieller und politischer Zugeständnisse des italienischen Staates an die Provinz Bozen.

Aber trotz alldem haben Deutsche und Italiener immer noch Schwierigkeiten mit dem Zusammenleben. Heute sind es oft die Italiener, die sich beschweren, heute sind sie es, die sich in gewisser Weise benachteiligt fühlen. Die "Deutschen" verhalten sich manchmal mit einer gewissen Überheblichkeit, die wie eine Mischung aus Rache für das in der Vergangenheit erlittene Unrecht und einem Gefühl der Überlegenheit erscheint, die in den Italienern und in Italien nur die Eigenschaften erkennt, die man in den banalsten Allgemeinplätzen wieder findet: die Italiener sind ineffizient, faul und unzuverlässig.
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Turisti tedeschi e italiani
Deutsche und italienische Touristen

I turisti tedeschi difficilmente si accorgeranno di questi problemi. Ma anche molti turisti italiani ci vanno volentieri e vengono trattati bene, infine portano parecchi soldi e l'Alto Adige vive per lo più dal turismo. Ma sfogliando i due quotidiani della regione, "Dolomiten" (quotidiano tedesco) e "Alto Adige" (quotidiano italiano) ci si accorge che le tensioni tra le due etnie non sono affatto sparite. Sono le persone che vivono lì che sentono di più il disagio dell'irrisolto "problema etnico". I turisti invece, tedeschi o italiani che siano, vengono e vanno. Die deutschen Touristen werden von all dem kaum etwas mitbekommen. Aber auch viele italienische Touristen fahren gern dorthin und werden gut behandelt, schließlich bringen sie viel Geld und wer Geld bringt ist immer willkommen. Aber ein Blick in die zwei Tageszeitungen der Region, "Dolomiten" (deutsch) und "Alto Adige (italienisch), zeigt, dass die Spannungen zwischen den beiden Volksgruppen keineswegs verschwunden sind. Es sind die Leute, die dort leben, die die unangenehmen Aspekte der ungelösten "etnischen Problematik" stärker erfahren. Die Touristen dagegen, Deutsche oder Italiener, kommen und gehen.

Un problema senza soluzione?
Ein Problem ohne Lösung?

Molti vedono nell'Alto Adige una specie di isola felice, un "pezzo della Germania (o dell'Austria, a seconda del gusto) in Italia". Le strade sono più pulite, l'amministrazione funziona meglio, insomma ci si sente quasi come in Germania o in Austria. Ma sullo sfondo c'è sempre quel problema irrisolto della convivenza tra la parte tedesca e quella italiana della popolazione.

Ci sono due atteggiamenti molto diffusi che certamente non migliorano la situazione: da una parte i tedeschi (o almeno una parte di loro) che si ostinano a non voler riconoscere gli italiani come cittadini dello stesso livello e dall'altra parte gli italiani (o almeno una parte di loro) che si sentono offesi nel loro orgoglio e che hanno come unico argomento: "siamo in Italia, rispettate questo fatto e adeguatevi!".

E poi ci sono ancora quelli, che negano qualsiasi problema, probabvilmente perché secondo loro la discussione pubblica potrebbe disturbare il turismo.

Quelli che cercano una via "tra le etnie" fanno fatica a farsi sentire. Ma né l'arroganza da una parte, né l'orgoglio ferito dall'altra - e meno di tutto la politica dello struzzo - risolveranno i problemi di questa - bellissima - regione dell'Italia!
Viele sehen in Südtirol eine Art von glücklicher Insel, ein "Teil von Deutschland (oder von Österreich, je nach Geschmack) in Italien". Die Straßen sind sauberer, die Verwaltung funktioniert besser, man fühlt sich dort fast wie in Deutschland oder in Österreich. Aber im Hintergrund ist da immer noch jenes ungelöste Problem des Zusammenlebens zwischen dem deutschen und dem italienischen Bevölkerungsteil.

Es gibt zwei weit verbreitete Einstellungen, die die Situation sicher nicht verbessern: auf der einen Seite die deutschen Südtiroler (oder doch wenigstens ein Teil von ihnen), die sich konsequent weigern, die Italiener als gleichwertige Mitbürger zu betrachten und auf der anderen Seite die Italiener (oder doch wenigsten ein Teil von ihnen), die sich in ihrem Stolz verletzt fühlen und die als einziges Argument haben: "wir sind in Italien, und ihr müsst das zur Kenntnis nehmen".

Und dann gibt es noch diejenigen, die alle Probleme leugnen, wahrscheinlich weil ihrer Meinung nach die öffentliche Diskussion den Tourismus stören könnte.

Diejenigen, die einen Weg "zwischen den Ethnien" suchen, haben Mühe, ihre Stimme zur Geltung zu bringen. Aber weder die Arroganz auf der einen, noch der verletzte Stolz auf der anderen - und schon gar nicht die Vogel-Strauß-Politik - lösen die Probleme dieser wunderschönen Region Italiens!

Dove soggiornare nell'Alto Adige?

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Sulla storia recente dell'Alto Adige:

Lili Gruber: Eredità
Eredità
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Ci sono 16 commenti a questa pagina:

Carlo Porta:
Nella complessa vicenda dei confini nazionali, l'Alto Adige rappresenta solo una parte del problema. Mentre gli italiani hanno subito: ad est l'esodo istriano dalmata giuliano ed a ovest quello nizzardo, con la cancellazione della cultura e dell'elemento italiano in quelle terre, risulta singolare che l'unico problema sia quel confine su cui si risultò vincitori. Non è una considerazione nazionalistica, ma solo la segnalazione di un problema: la mancanza di reciprocità nel rispetto delle minoranze etniche. Problema che si presenta anche in Alto Adige, dove la componente germanofona cerca di strappare sempre nuove agevolazioni anacronistiche e contemporaneamente, cerca in ogni modo di assimilare i ladini.
(10/03/15)

Sandro:
Ca. 800 anni di storia tirolese e ca. 1000 anni nel Sacro Romano Impero non si possono cancellare. Il Süd- Welschtirol (Trentino Ato Adige) non è Italia, noi non volevamo esser liberati, siamo stati conquistati a forza! Questo devono accettare gli italiani che vivono nella nostra regione. Io ho il passaporto italiano però il cuore TIROLESE.
(09/12/15)

Romano Darida:
Penso che adesso le istituzioni garantiscano i diritti di tutti italia e tirolesi rimane solo dar spazio al buonsenso nell'animo della gente. I tirolesi metabolizzino il fatto che adesso sono ampiamente tutelati da tutti i punti di vista e che i motivi di rancore sono oramai sfumati... gli italiani non possono pagare per l'eternita gli orrori di un dittatore le cui vittime per primi sono stati gli italiani stessi.
Adesso è un altra Italia... gli italiani metabolizzino che al di là dei confini nazionali, patrie ecc. i tirolesi sono di cultura e lingua diversa, ci sono in quella terra da secoli prima di noi e cio va considerato e rispettato. E una terra ricca e bella, lo stato italiano repubblicano ha bene operato (agevolazioni fiscali ed economiche alla grande) ma datevi tutti una calmata! Imparate a godervi la situazione, voletevi bene... e smettete di pensare al passato. Avete uno dei presenti piu belli d'Europa e nessun altra situazione potrebbe essere migliore (io personalmente sono stato in Alto Adige e i tirolesi non mi sono per niente simpatici, anzi.)
(08/10/15)

Marco Fabbrini:
RICORDIAMOCI CHE FACCIAMO PARTE DELL’UNIONE EUROPEA SE ANCORA CI SONO CERTI CAMPANILISMI COME FACCIAMO A MANTENERE TALE UNIONE.
(20/08/15)

Patrizio Bucher:
Ricordo ai cari tedescofoni che poco più di 100 anni prima dell'annessione da parte dell'Italia, sono stati gli Austriaci a venire a sud delle Alpi FORZANDO TUTTA LA POPOLAZIONE CHE VIVEVA LI E DI LINGUA LADINA AD ADOTTARE IL TEDESCO.
Quindi i tedescofoni non sono gli abitanti originari e neppure i padroni di queste vallate!!
Per fortuna da noi in Ticino gli Svizzeri-Tedeschi non hanno fatto lo stesso e siamo la prima Repubblica/Cantone la cui costituzione sancisce l'italiano come UNICA LINGUA UFFICIALE.
(26/06/15)

Wolfgang Pruscha risponde a Patrizio Bucher:
1) Sta facendo confusione tra "tedescofoni" e "austriaci". I tedescofoni (quelli che parlano tedesco o almeno un dialetto del tedesco) sono stati, praticamente da sempre, la stragrande maggioranza in quella regione, anzi, fino alla fine della prima guerra mondiale rappresentavano sempre il 90% della popolazione (adesso la percentuale è scesa al 62%).
2) Gli austriaci non sono venuti in Alto Adige, come scrive lei, "poco più di 100 anni prima dell'annessione da parte dell'Italia", gli Asburgo hanno regnato lì, con poche interruzioni, dal 1368 fino al 1918.
3) Sarei grato se mi potesse indicare le fonti dalle quali risulta che gli austriaci avessero forzato quelli che parlavano la lingua ladina ad adottare il tedesco. Non ne so niente.
(19/08/15)


Luigi Montotti:
Volevo solo aggiungere qualche considerazione secondo me importante.

Il territorio dell'Alto Adige è stato annesso perché' l'Italia ha vinto la Prima Guerra Mondiale, con il trattato di Saint Germain del 1919 fu quindi annesso questo territorio ma non era stata esplicitata nessuna forma di tutela delle minoranze. Tuttavia Vittorio Emanuele II non effettuò alcun tipo di discriminazioni tanto che anche da un punto di vista linguistico non fu immediatamente richiesta la lingua italiana per le istituzioni locali.

Fu Mussolini che impose tutt'altra linea introducendo l'italiano forzato nelle istituzioni e un atteggiamento ostile verso i tirolesi, tristemente memorabile fu l'uccisione di Franz Innerhofer.
Certo però anche Hitler con gli italiani non si comportò bene , anzi: il caso degli IMI (Internati Militari Italiani) internati nei campi di lavori forzati ancora oggi è materia di discussione.

Dal mio punto di vista personale quando sono stato a Bolzano ho notato che le persone di origine tedesca in media non parlano bene in italiano, ma si comportano in maniera amichevole e penso che questa sia la cosa più importante in un periodo storico globale come il nostro, tra l'altro vivono molti extraeuropei a Bolzano , come ad esempio i cinesi.

In conclusione penso che le tematiche che portano alla divisione andrebbero superate sia da parte italiana che tedesca; non siamo forse all'interno dell'Unione Europea?
(28/08/14)

Tiziana Capogna:
Io l'Alto Adige l'ho conosciuto da molto piccola e sono ricordi sbiaditi, dopo non c'ho più rimesso piede. Per motivi di lavoro, ho conosciuto due colleghi altoatesini in Germania che, con i loro consigli e con la loro estrema disponibilità hanno mostrato molto più calore e amicizia - a fatti - di quanto la maggior parte degli Italiani fanno. Non mi conoscevano, io non avevo niente da offrire a loro se non l'amicizia di una persona che all'estero non conosce nessuno, eppure … non solo è andato tutto liscio come l'olio ma si sono dimostrati veri amici - a fatti, non a parole - e io li considero tali. Un abbraccio a Christoph ed a Egon.
(13/07/14)

Angelo Golisani:
Questa è una terra fantastica che ancora non incorpora il degrado civile che sconvolge il nostro paese, preservatela e custodite la cultura, la passione e l'educazione che nella vostra tradizione rende un piccolo territorio unico e indimenticabile, la vostra lingua e la vostra cultura siano le basi per una integrazione rispettosa nelle diversità.
(09/02/2014)

Leandro Iseppi:
L’Alto Adige/Sud Tirol è una splendida opportunità per unire due culture ricchissime, diverse, ma complementari.

Mi dispiace per i bolzanini italiani se sono effettivamente discriminati; in questo caso non so che dire. Ma da turista frequento da più di 50 anni l’Alto Adige e non mi sono mai sentito trattato solo “professionalmente "da persone di lingua tedesca o di lingua ladina. Ho sempre avvertito un calore che va al di là della gentilezza (tra l’altro, le donne di lingua tedesca sono splendide!). Certo, non sono mai entrato da nessuna parte (alberghi, bar, etc.) pretendendo che le persone parlino solo italiano, come fanno tanti connazionali che continuano a pensare (e dire!) “Ma perché parlano tedesco, qui siamo in Italia!” Magari glielo spiattellano anche in faccia! Non hanno capito nulla.
L’Italia è una realtà in cui si parla più di 30 tra lingue e dialetti diversi; sta a noi conoscerne più di una/o o di due e riuscire a dialogare con tutti.

Non c’è niente di più stimolante che frequentare liberamente un ambiente multi-lingue (e quindi multiculturale) e riuscire a dialogare con tutti. Forza tedeschi, italiani e ladini del SudTirol/ AltoAdige! Siete unici! Credeteci e abbandonate le discriminazioni residue; il mondo ha ormai da essere multietnico, multi religioso, multiculturale!
(31/01/14)

Leandro Iseppi:
Pur concordando con quanto esposto da altri penso che la recrudescenza dell’insofferenza sudtirolese sia dovuta anche al particolare momento italiano, il paese sta affondando e loro che non si sentono italiani vogliono cogliere il momento favorevole, per la debolezza dei Governi italiani, e creare un’entità tirolese o almeno tentare di riunirsi con il Tirolo austriaco.
(23/01/14)

Wolfgang Pruscha risponde a Leandro Iseppi:
Non sono dell'Alto Adige, ma posso assicurare con certezza che "l’insofferenza sudtirolese" ha molto poco a che fare con il momento difficile che vive l'Italia. Come spiegato nell'articolo i problemi sono nati con l'annessione dell'Alto Adige all'Italia dopo la prima guerra mondiale, peggiorati molto con la politica di "italianizzazione" forzata di Mussolini. Tra l'altro, i problemi erano molto più gravi negli anni '50-60 del secolo scorso, quando l'ala più estremista dei sudtirolesi buttava anche le bombe.

Marco Fanciulli:
Una volta e per tutte diciamo pane al pane e vino al vino. Evitiamo inutili diatribe su orgogli feriti e presunte superiorità.

IL SUDTIROLO E' UN'AREA DI LINGUA E CULTURA TEDESCA. STORICAMENTE LO E' SEMPRE STATA. solo dal 1919 è stata annessa all'Italia come contentino per la guerra vinta. Lo dico da italiano di Milano e non da sudtirolese.

Purtroppo non si può liquidare la storia e la presenza di un passato ingombrante: se ci sono dei risentimenti fra le etnie è dovuto principalmente alla politica di Mussolini nei confronti dei sudtirolesi. La forzata assimilazione di un popolo alla cultura del paese padrone è sempre e comunque un atto di prepotenza, a prescindere da chi venga. A questo bisogna aggiungere altri soprusi, oltre al semplice fatto dell'appartenenza auna cultura diversa che è stata soggiogata.

Non si può assimilare i sudtirolesi all'Italia perché NON SONO ITALIANI. Ne etnicamente, né culturalmente.
Detto da un italiano.
(13/01/14)


Vincenzo:
Penso sia ora di lasciare alle spalle il passato ed unirci per andare avanti nel rispetto delle proprie etnie, nella fratellanza cristiana, ed volerci bene, non si può sempre pensare al passato che ha diviso i popoli con le guerre e con tanti ragazzi che persero la vita a soli vent'anni. Un mio augurio a tutti gli uomini di buona volontà.
(23/12/2012)


Silvana:
Finché la scuola non si adeguerà e preparerà cittadini perfettamente bilingui, la convivenza sarà sempre difficile, meno in città ma più nei paesi. I Sudtirolesi devono capire che siamo in Europa e allargare la loro visione del futuro, gli italiani devono sforzarsi di più ad imparare la lingua degli altri per maggior comprensione: conoscere altre culture è sempre un grande arricchimento personale e aiuta in tutti i campi..
(17/12/13)


Antonino Caudullo
:
Non c'è nulla da aggiungere. L'alto Adige è e resterà italiano e bisogna tutelare e difendere l'etnia italiana che viene sempre più spesso discriminata pur essendo nella propria Patria. Siamo l'unico Paese le cui istituzioni non vogliono difendere i diritti dei propri connazionali. Ora e per sempre VIVA L'ITALIA!
(27/06/12)

Wolfgang Pruscha risponde a Antonio Caudullo:
Secondo me, chi non cerca di vedere anche le ragioni dell'altra parte non può capire niente.

Fulvio Zanoni (Rovereto):
Da sempre noi "Welschen" trentini ci sentiamo, nonostante la lingua, molto più affini ai sudtirolesi tedeschi piuttosto che agli altoatesini italiani. Mille anni di storia comune non sono una inezia! Spero che l'eventuale doppio passaporto austriaco, qualora dovesse essere concesso ai sudtirolesi, sia esteso anche a noi trentini di lingua italiana.
(27/06/2012)

Stefano Bernstein:
Ho scoperto per caso questo sito, bello!
Con riferimento alla convivenza tra italiani e Eingeborenen in Südtirol penso che possa essere utile rammentare un fatto importante, che riguarda, tra l'altro anche il Welschtirol (Trentino).
Quella regione è l'unica annessa alla nazione dei Savoia SENZA un referendum. Possiamo tranquillamente parlare di conquista e NON di liberazione. I servizi segreti italiani infatti, all'inizio del 1919 sconsigliarono di organizzare il referendum in quanto l'esito non era affatto scontato neppure in trentino! Questa notizia è censurata e ignorata in qualsiasi libro scolastico di storia! Le malefatte del nuovo governo italiano furono moltissime in tutta la regione, anche in trentino, culminando però con l'italianizzazione forzata dei südtiroler.
(30/05/12)

Altre pagine sull'Alto Adige:

I nomi geografici dell'Alto Adige - sul "bilinguismo geografico"
I nomi geografici
dell'Alto Adige
Andreas Hofer
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